Solo qualche mese fa accoglievamo su queste pagine “Napoli Undercore” degli Specchiopaura con grande entusiasmo, fino a definire i ragazzi del Thru Collected come la next big thing del panorama (più o meno) pop italiano. La recente pubblicazione de “Il grande fulmine” a firma dell’intero collettivo ci fornisce più di una conferma riguardo al fatto che non ci fossero errori: il Thru Collected è il futuro!
Capacità di scrittura, intensità performativa, espressività lirica, emotività viscerale: è tutto qui, nel lavoro di un manipolo di ragazzi e ragazze poco più che ventenni che plasmano la propria materia artistica parlando la lingua decostruita del nostro tempo ed elevandola alla massima tensione poetica.
Da “Discomoneta” del 2021, passando per una lunga serie di uscite individuali sulla corta, media e lunga distanza, il Thruco si è fatto notare. E non poteva essere altrimenti, finendo nel radar di Bomba Dischi, che mette lo zampino nella produzione de “Il grande fulmine”, pur lasciando ampia autonomia al gruppo. Ben trenta (!) brani, anticipati da un vero e proprio cortometraggio (il collettivo annovera anche artisti in campo visual).
La pur strabiliante elettricità caotica di “Discomoneta” cede il passo nel nuovo album a un songwriting più maturo, raffinato e rifinito, più “pop” per certi versi. Questa parola va tuttavia dosata con cautela in riferimento al Thruco; il loro pop è qualcosa di alternativo, armonicamente denso, strutturalmente complesso. Una complessità che riesce a diventare semplice. È questo del resto che fa (sempre) la differenza. Lo dimostrano i brani più easy listening del disco, tra cui “Pistola”, “Tutto lo spazio”, “19”, “Raw Dogging”, “Sotto la punto”, che donano nuova linfa a fragori it-pop di qualità che da un po’ di tempo a questa parte sembravano sopiti, grazie ad arrangiamenti e impianti ritmici sempre avvolgenti e variegati, mai banali.
Ma ne “Il Grande Fulmine” (come in tutti i lavori partoriti dal collettivo) c’è molto di più: nel trittico a cura degli Specchiopaura formato da “Psytrance”-“Guinzaglio”-“Greta Ellie”, i ragazzi dimostrano di saper maneggiare elementi indie-rock e shoegaze con rara maestria; le sterzate trap di “Mattone su mattone” e “Diavoli” assumono contorni sinistri e dissonanti; la conclusiva “A danz ro ragn” mette a fattor comune radici musicali partenopee e salentine (portate in dote da Altea) e obliquità dub, con il contributo di Maurizio Capone di Capone & BungtBangt (nonché padre di uno dei perni del Thruco, SANO).
Il punto più alto è sicuramente “Terza stagione”, seconda traccia della lunga lista, in cui interviene al microfono l’intero nucleo fondante del collettivo (in ordine di apparizione: Alice, Lucky Lapolo, Specchiopaura, Altea, SANO), trovando in una staffetta corale la travolgente e struggente sintesi del background di tutti i membri. Un canto affiatato che ha tutte le carte per tuonare come un inno generazionale (“Serve ‘a voce ‘e na generazione, ca ve trase d’int ‘e chiocche e ve fa vere e ccose/ Nun è colpa ‘e sta generazione, ca se magna adrenalina e je pe chest nun me movo”).
In effetti, la qualità del Thru Collected sta soprattutto in un fenomenale gioco di equilibri e di compensazioni: le disarmanti ispirazioni cantautoriali suggellate dalla meravigliosa e diafana voce di Altea, l’indole pop tanto sognante quanto sofferta di SANO, Alice e Lucky, la trance elettrica – punk e psichedelica insieme – degli Specchiopaura, il lato oscuro della trap di Angelo Kras, refrain d’assalto tra le sperimentazioni, progressioni emo tra le sincopi digitali, romanticismo nel nichilismo. Tutto questo, e tanto altro, trova convergenza nelle trenta canzoni de “Il grande fulmine”, che appare effettivamente come il centro della terra del Thru Collected, l’incontro perfetto tra tutte le anime che lo compongono.
Napoli è ovviamente onnipresente, soggetto integrante della poetica del Thruco. Una Napoli che ci viene mostrata nella sua veste decadente e crepuscolare, come tutti i grandi artisti concretamente in grado di viverla e comprenderla hanno saputo raccontarla. Oggi, nel 2023, è il turno del Thru Collected. “Che fine ha fatto l’underground?”, si chiedono i ragazzi nel brano d’apertura, “Musica di merda”. Forse la risposta la sanno già o forse sono consapevoli che sia per loro arrivato l’ultimo miglio che precede il salto verso il grande pubblico. Con buona pace dell’underground, se lo meriterebbero a pieno titolo.
22/12/2023