Brittany Howard

What Now

2024 (Island)
funk-rock, soul-psych

Il potente atto d’autonomia dal gruppo degli Alabama Shakes, messo in atto nel 2019 da Brittany Howard, si è rivelato come il primo passo verso un audace rinnovamento del proprio ruolo di autrice e musicista. Non paga dei tanti premi e riconoscimenti ottenuti con la band di Athens, Brittany ha sorpreso critica e pubblico con il suo esordio da solista, “Jaime”, un eccellente punto d’incontro tra Janis Joplin e Aretha Franklin, un disco grondante di blues, rock, soul, funky e jazz, al quale l’autrice dà finalmente seguito con “What Now”.

E’ facile, se non prevedibile, invocare per l’ennesima volta il ruolo emotivo del forzato lockdown post-pandemia, periodo durante il quale è stato concepito questo nuovo progetto. Il secondo album di Brittany Howard è molto più di un diario di riflessioni ed emozioni intime: “What Now” è un disco brutale, viscerale ed eticamente inflessibile, non è dunque una sorpresa che alla sola “Red Flags” sia concesso quello slancio armonico che ha marchiato a fuoco il brillante esordio, un funky-soul in stile Prince che offre il primo appiglio per una più profonda analisi dell’album. Ma è solo un tassello di un progetto ben più ambizioso. “What Now” non è concepito come una raccolta di canzoni, è un unicum sfaccettato e variegato, che assume valenza nel suo insieme, in questo decisamente coraggioso e dissonante rispetto all’omologazione di molta produzione contemporanea che si arrende alle logiche della frammentazione funzionale allo streaming.

I trentotto secondi con voce recitante e campanellini di “Interlude” sono il più riuscito inganno semantico dell’artista, perfettamente incastonato tra il delicato e sensuale soul-blues di “To Be Still” e il furioso funky-rock del manifesto queer di “Another Day”. R&b, funky, soul e perfino house sono per Brittany Howard linguaggi musicali dal forte impatto sociale, una dichiarazione d’indipendenza che trova radici nella musica di Millie Jackson, di Rick James e del già citato Prince, evocati con forza nel potente funk-rock della title track e nell’energica e trascinante divagazione house di “Prove It To You”.
La magia e le qualità di un album come “What Now” sono ulteriormente esplicite quando Howard si diletta con l’estetica del philly-sound senza cadere nella trappola della musica retrò (“I Don’t”) o alza la voce su sonorità gospel-rock-blues (“Earth Sign”), fino a duellare con la chitarra senza esclusione di colpi, oops di voce, nella splendida e vibrante “Power To Undo”.

“What Now” è un intelligente tour de force creativo che proietta Brittany Howard  verso nuove mete, un disco dove disperazione e amore sono un unico grido, dodici canzoni nelle quali ogni parola e ogni suono possiedono una potenza corrosiva ed emotiva di rara intensità. Sono pochi gli artisti che hanno il coraggio di mettersi a nudo e di raccontare la propria vulnerabilità come accade nell’aspra jazz-ballad “Samson” che Brittany, a metà percorso, affida a un pregevole dialogo strumentale, un brano che chiunque altro avrebbe posto a chiusura dell’album, scelta che invece cade sulla turbolenta e anarchica “Every Color In Blue” (con una prova vocale da brivido), ennesima testimonianza di una cantante e musicista che non ha molti eguali nel panorama contemporaneo.

17/02/2024

Tracklist

  1. Earth Sign
  2. I Don't
  3. What Now
  4. Red Flags
  5. To Be Still
  6. Interlude
  7. Another Day
  8. Prove It To You
  9. Samson
  10. Patience
  11. Power To Undo
  12. Every Color In Blue




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