Marco Marzuoli e Marco Mazzei sono gli autori del progetto Jules Archive, giunto al secondo album, “Platonic Tales”, dopo l'esordio del 2018 di “Adventures & Explorations”. I Jules Archive si pongono come obiettivo quello di creare e far evolvere nel tempo
loop melodici - addirittura quasi cantabili in certi momenti - differenziandosi parecchio da gran parte della scena ambient-drone e in parte anche dal maestro
William Basinski, da cui apprendono certamente l'arte di
manipolare i loop, creando però atmosfere molto differenti e originali che suonano curate nei dettagli quasi come ci si potrebbe aspettare da un disco di musica pop d’autore.
Ad esempio, “Exodus” - con la partecipazione di
Christina Vantzou - unisce una sezione di archi al suono delle onde del mare e termina con un monologo, come avrebbe potuto fare il pioniere della modern classical
Max Richter. Il primo vero
loop è quello di “Infected People Are Living People”, che suona allo stesso tempo delicato e bizzarro, con un suono simile a una tromba che unisce nostalgia e ironia (la melodia suona romantica come il progetto
Eluvium, ma il timbro potrebbe ricordare qualche momento bizzarro dei
Residents).
“A Superior Truth” è la traccia più ambiziosa (quasi undici minuti), decisamente vicina alla musica classica contemporanea, arricchita dal canto filtrato dal vocoder. L'esperienza è complessivamente molto onirica e prossima alle sonorità
dream-pop.
Ma i Jules Archive” non sanno creare solo viaggi piacevoli, come dimostra “March Evening”, incentrata su un
loop molto rigido di uno strumento a corde (forse un mandolino) su cui si inseriscono stilettate elettroniche degne di
Tim Hecker. Infine, “An Ontological Novel” rimanda alla musica primitiva degli Aktuala (e infatti vi suona l’eroe di “
Antico Adagio”,
Lino Capra Vaccina), col canto di uccelli vari, suoni di piatti, sonagli e pianoforte.
Marco Marzuoli e Marco Mazzei si confermano autori coraggiosi di un progetto da seguire, che coniuga le atmosfere della musica ambient e la cura del dettaglio della musica pop più cerebrale. Non sono qualità tanto frequenti.