Saxon

Hell, Fire And Damnation

2024 (Silver Lining)
heavy metal

Una carriera invidiabile, quella dei Saxon, dagli albori della New Wave Of British Heavy Metal - di cui sono tra gli esponenti principali - sino ai nostri giorni, con qualcosa come 24 album in studio all'attivo. Quasi cinquant'anni di carriera che vanno dalla fondazione del 1976 all'esordio del 1979 sino al nuovo "Hell, Fire And Damnation", sempre con la presenza costante del vocalist e bandiera iconica Biff Byford, con periodi di grande successo (soprattutto i primi anni 80), comunque mai al livello di Iron Maiden o Judas Priest.

I Saxon possono essere considerati l'emblema di qualcosa che è evidente da decenni: l'heavy metal classico è passato dall'essere un atto di ribellione rivoluzionario (seppur edonistico e maschilista) a un atto di resistenza, inteso come la voglia di esserci ancora in età davvero venerande (Biff Byford oggi ha 73 anni ed è nel bel mezzo di un tour mondiale). Resistere, resistere, resistere - si potrebbe dire: a qualunque costo, indifferenti a ogni cambiamento del mondo circostante, quasi come se l'heavy metal fosse una sorta di elisir di lunga vita che richiede di non cambiare mai, una medicina infallibile per fregare il potere che ti voleva operaio sottopagato e sfruttato.

"Hell, Fire And Damnation" non è altro che questo. La conferma di una giovinezza eterna ostentata, dove si suona e si scrivono testi esattamente come quando si aveva vent'anni, con molta meno rabbia ma tantissimo mestiere. "The Prophecy" e la title track, che aprono l'album in modo epico, seguono la ricetta ormai rodata nei primi anni 80 alla perfezione e lo fanno con credibilità, suonando esattamente come un fan del metal desidera. "Madame Guillotine", forse il brano più maideniano, ci trasporta nella rivoluzione francese e ha tutta l'aria di una potenziale hit, così come il metal neo-complottista di "There's Something In Roswell", con un riff accattivante e una melodia tipica da metal classico. L'aggressività old-school si ritrova in "Fire And Steel", mentre "Witches Of Salem" ci regala un nuovo brano metal dedicato alle celebri streghe, ottimo per una playlist a tema Halloween.

Si, non c'è dubbio che l'heavy metal non sia più rivoluzionario, ma un atto di resistenza (e di coerenza per certi versi). Forse, per nobilitare l'intero movimento, si potrebbero rubare le parole di Lev Trotskii e parlare di rivoluzione permanente. Dopo cinquant'anni la cosa può apparire come un piccolo miracolo, quindi va bene così.

09/04/2024

Tracklist

  1. The Prophecy
  2. Hell, Fire And Damnation
  3. Madame Guillotine 
  4. Fire And Steel
  5. There's Something In Roswell
  6. Kubla Khan And The Merchant Of Venice
  7. Pirates Of The Airwaves
  8. 1066
  9. Witches Of Salem
  10. Super Charger 






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