Torres

What An Enormous Room

2024 (Merge)
art-rock, synth-rock, songwriter

Una decina d’anni or sono iniziò ad affacciarsi orgogliosamente verso le luci della ribalta una nuova generazione di giovani cantautrici con la chitarra, ognuna con le proprie distinguibili peculiarità. Mackenzie Scott, che avremmo imparato a conoscere con il nome d’arte Torres, era fra queste, insieme a Courtney Barnett, Waxahatchee e a molte altre che fra il 2012 e il 2013 diffusero le prime incisioni. Se è vero che, a distanza di un decennio, il successo per quasi tutte loro è rimasto al mero livello di sopravvivenza, senza particolari roboanti affermazioni, queste songwriter emergenti lanciarono un segnale che anticipava tutto il discorso sul “new normal”, contribuendo a imprimere forza a quel dominio femminile che oggi si palesa nelle classifiche di vendita e nelle scelte per l’assegnazione dei riconoscimenti più prestigiosi. Basti dare un’occhiata alle nomination per i Grammy Awards 2024: nella categoria “Album Of The Year” – giusto per mostrare l’esempio più eclatante - ben sette su otto sono lavori prodotti da artiste donne.

Torres ha raggiunto nel frattempo il traguardo del sesto album, due anni dopo il matrimonio con Jenna Gribbon, pittrice che sulla piazza di Brooklyn si sta ritagliando buona visibilità grazie ai ritratti impressionistici a grandezza naturale che molto spesso raffigurano proprio la Scott in pose domestiche. “What An Enormous Room” è un disco che – per l’appunto – si presenta come un’enorme stanza nella quale Mackenzie mostra su ogni lato uno dei propri profili. Dopo essersi avvicinata negli anni tanto al songwriting più raffinato (in molti arrivarono a parlare di lei come della nuova Joni Mitchell) quanto al grunge più rumoroso, Torres ora vuol rappresentare il volto indipendente di un guitar rock che non rinuncia a una decisa impronta propulsiva elettronica. Tutto ben evidenziato sin dall’iniziale “Happy Man’s Shoes”, traccia che prende spunto dalle sperimentazioni electro avanguardistiche degli anni Settanta, evidenziando un’evidente propensione funk, ben sottolineata dall’andatura del basso.

Che Torres intenda fare sul serio lo si percepisce in maniera netta dalla successiva, bruciante “Life As We Don’t Know It”, meno di due minuti che rovistano fra le macerie della new wave per dar vita al frangente più rock oriented del disco, alla quale offre un’ottima sponda “Collect”, il primo singolo estratto, un synth-rock con evoluzioni da stadio che potrebbe dichiararsi figlio – fateci caso - dei Depeche Mode di “Songs Of Faith And Devotion”.
Dal lato opposto del ventaglio stilistico si collocano i momenti più intimi e raccolti, fra i quali l’introverso chamber-pop di “Songbird Forever”, le evocative evoluzioni di “Ugly Mystery” e soprattutto l’avvolgente ballad acustica “I Got The Fear”, che nella prima parte rivolge lo sguardo verso i Radiohead di “Karma Police”.
Ciliegina sulla torta, il sontuoso passo di “Artificial Limits”, a certificare una scrittura sempre convincente, che non cela l’ambizione di raggiungere nuovi importanti traguardi.

02/02/2024

Tracklist

  1. Happy Man’s Shoes
  2. Life As We Don’t Know It
  3. I Got The Fear
  4. Wake To Flowers
  5. Ugly Mystery
  6. Collect
  7. Artificial Limits
  8. Jerk Into Joy
  9. Forever Home
  10. Songbird Forever