ANTLERS - Blight

2025 (Transgressive)
dream-pop
E’ una piacevole sensazione ritrovarsi in compagnia di Peter Silberman, anche adesso che la formazione degli Antlers è ridotta a un duo (a coadiuvarlo è rimasto solo Michael Lerner alla batteria), dopo la pubblicazione di “Green To Gold” i segnali di un imminente ritorno si erano affievoliti, ma il nuovo album del duo americano è ora una realtà.

“Blight” è un’altra dolente e sofferta richiesta di serenità e bellezza, un disco scandito da note tanto scarne quanto erudite. E’ l’ennesimo atto di resistenza di un musicista che ha dovuto affrontare gravi difficoltà personali (lesioni alle corde vocali e perdita dell’udito), che nello stesso tempo si chiede quanto stiamo lottando per impedire una sempre più probabile catastrofe naturale.

C’è grazia e discrezione, in “Blight”, racchiusa in accordi di fingerpicking che dialogano con gocciolii di elettronica che non diventano mai pioggia (“Deactivate”), in melodie che con altra sostanza sonora potrebbero ambire a maggior gloria e che scelgono cadenze cicliche scandite da un sintetizzatore e moderate da poche note di piano, sulle quali discorrere della malvagità dell’uomo nei confronti della natura, fino a evolversi in un’incandescente apoteosi post-rock (“Carnage”).

Difficile estrapolare il solo elemento musicale dal contesto lirico e dai contenuti sempre ricchi di profonde riflessioni, ma anche di contraddizioni e ingenuità, che Silberman affronta con consapevolezza e con toni mai brutali.

Sempre eleganti, raramente graffianti (la title track), gli Antlers scuotono l’anima con melodie flebili e crepuscolari, intonate con pochi cristallini accordi di chitarra acustica e un crescendo strumentale che ritorna sulle passate gloriose pagine post-rock (l’eccellente “Pour”).

La voce di Silberman è un bisbiglio, un sussurro, un concentrato di incertezze e conforto racchiuso in una delle tracce più potenti del disco: “Consider The Source”, una melodia scarna eppur schietta e avvolgente che trasuda emozione, affidata alla voce tremula e al piano, lo stesso piano che, con note altrettanto dolci, cala il sipario su “Blight” accompagnato dal fragore delle onde e dal canto degli uccelli (“They Lost All Of Us“), fino a perdersi nell’oscurità. 

P.S. Disponibile in limited edition con cinque brani in più.

26/10/2025

Tracklist

  1. 1. Consider The Source
  2. 2. Pour
  3. 3. Carnage
  4. 4. Blight
  5. 5. Something In The Air
  6. 6. Deactivate
  7. 7. Calamity
  8. 8. A Great Flood
  9. 9. They Lost All Of Us
  10. 10. Need Nothing (bonus track ltd ed.)
  11. 11. Tide (bonus track ltd ed.)
  12. 12. Rains (bonus track ltd ed.)
  13. 13. I Was Not There (bonus track ltd ed.)
  14. 14. Ahimsa (bonus track ltd ed.)

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