Debutta con il suo primo various artists la Strong Winds Records, netlabel italiana dedita alla sperimentazione acustica. Il focus della raccolta è la sintesi granulare, tecnica che smembra il suono in eventi microscopici detti grani: una prassi non inedita, impiegata da Curtis Roads e Iannis Xenakis cinquant’anni fa, ma ancora capace di generare interesse. Le undici tracce selezionate tramite open call alternano, come prevedibile, idiomi compositivi eterogenei, modellando un concept album che respira tra scarti e micro-movimenti, da pixel digitali a vapori granulosi.
La traiettoria viene rispettata: “Granciporro” di Leonardo Vita è una spirale al limite dell’elettroacustica più cerebrale, attraversata da cortocircuiti sinaptici. Nelle zone liminali il disco acquista spessore, come in “Point Of Instability” di Riccardo Tesorini, che richiama frammenti di Fabio Selvafiorita o Giovanni Lami, tra glitch instabili che scorrono su superfici organiche.
A stemperare il continuum intervengono deviazioni ambient, come l’arpeggio progressivo di “Towards Brownian Motion” di Jesse Ash. Tra field recordings decostruiti (“Echoes” di Alessandro Russo) e kick drum iperstimolati (“An Inch Or More” di Chelidon Frame), il lavoro ritrova una coesione materica che permette di sorvolare sui passaggi meno incisivi, restituendo un organismo coerente. Il merito dell’operazione risiede nell’aver articolato un racconto a più voci, ciascuna immersa nella propria ricerca timbrica, offrendo loro un habitat in cui mettersi in gioco.
20/07/2025