B.C. CAMPLIGHT - A Sober Conversation

2025 (Bella union)
alt-pop, songwriter

Un ventennio vissuto pericolosamente, quello di Brian Christinzio. Cantautore e musicista dalle mutevoli sembianze artistiche, bislacco seguace della scuola beat e pop anni 60, un novello Harry Nilsson che ha avuto non poche difficoltà nel trovare un posto in una casa discografica poco consona (la One Little Indian), infine solerte nell’affidarsi a un’etichetta (Bella Union) e a un produttore (Simon Raymonde) che ne hanno valorizzato il talento.

Nel frattempo il pubblico, grazie a un trittico discografico quasi perfetto (“Deportation Blues”, “Shortly After Takeoff”, “The Last Rotation Of Earth”), ha familiarizzato con il fugace art-pop di B.C. Camplight, ma le sorprese non sono finite e per il musicista americano (ora di stanza in Inghilterra) è giunto il tempo della definitiva consacrazione artistica.

A dispetto delle ricche e articolate intuizioni melodiche, “A Sober Conversation” non è un album facile. Depressione, rabbia, follia, ma soprattutto il doloroso ricordo di un’estate della propria infanzia vissuta tra abusi fisici e terrore, sono il leit-motiv di una rock-opera intelligentemente agrodolce e per molti versi spiazzante.

Non è la prima volta che l’autore affronta tematiche dolenti: la dipendenza da alcol e droghe, la morte del padre, la depressione e i problemi con l’ufficio immigrazione inglese sono solo alcuni dei temi che Brian ha posto al centro delle precedenti opere, ma con “A Sober Conversation” si mette per la prima volta a nudo, incurante delle reazioni di sdegno o di apparente solidarietà.

Musicalmente, persiste quella piacevole sensazione di caos e di imprevedibilità armonica che è ormai un vero marchio di fabbrica. Anche l’insano umorismo e la lucidità lirica sono ancora intatti e le canzoni si incastrano come in una magniloquente opera teatrale.

La verve psych-beat riecheggia nelle dissonanze melodiche e nelle incursioni noise dell’aulica “The Tent”, trova linfa nelle orchestrazioni in stile Electric Light Orchestra dell’ingannevolmente sentimentale “Where You Taking My Baby?” (brano che affronta a viso aperto l’autore delle molestie subite da giovane da Brian) e dona leggerezza grazie all’incedere honky tonky di “Bubbles In The Gasoline”.

Resta surreale la narrazione di B.C. Camplight, a tratti inquieta e intrisa di un’originale saudade. “Two Legged Dog” è perfino irritante quando un frenetico piano intercetta chamber-pop, lacerazioni avant-pop e grevi interludi strumentali (la title track).

Nell’allegorica narrazione di fatti e misfatti, il buon Brian non si dichiara esente da colpe. Ne accetta le conseguenze con il passo elegante e romantico di “When I Make My First Million” e il funesto e greve tocco noir della straziante “Drunk Talk”. Come un novello “Tommy”, il musicista americano diventa protagonista di una storia agrodolce, dove vittima e colpevole cercano entrambi redenzione. Un gioiellino art-pop che non è difficile considerare come il più solido progetto di B.C. Camplight.

21/07/2025

Tracklist

  1. 1. The Tent
  2. 2. Two Legged Dog
  3. 3. A Sober Conversation
  4. 4. When I Make My First Million
  5. 5. Where You Taking My Baby?
  6. 6. Bubbles In The Gasoline
  7. 7. Rock Gently In Disorder
  8. 8. Drunk Talk
  9. 9. Leaving Camp Four Oaks

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