CORDE OBLIQUE - Cries and Whispers

2025 (The stone of naples records)
neofolk, post-rock

Ascoltando le prime note di “Cries and Whispers”, per l’esattezza quelle dell’introduttiva “The Nightingale And The Rose”, ci si ritrova catapultati su qualche collina scozzese o lungo le scogliere irlandesi, con Enya da fata turchina sullo sfondo. Ma è solo un miraggio, perché nel giro di pochi istanti tutto muta in una cavalcata death-metal. Se c’è qualcosa che caratterizza l’ottavo disco dei Corde Oblique, che coincide oltretutto con il ventennale della loro formazione, è l’imprevedibilità, quantomeno l’essere sospesi tra il sogno celtico e l’impeto rock, che si fa spesso e volentieri anche “post”, nel solco della tradizione perlopiù scandinava del termine.

Il progetto, nato nel 2005 per volontà del chitarrista e compositore Riccardo Prencipe, celebra dunque vent’anni di attività, omaggiando nel titolo l’omonimo capolavoro cinematografico di Ingmar Bergman.

Sonorità post-rock fuse in altrettante ripartenze metal e shoegaze all’occorrenza. E ancora lampi di artigianato neofolk. E’ più o meno questa la cifra del disco. “Negli anni 90, quando avevo 18 anni, suonavo in una band che faceva metal estremo, oltre ai miei Lupercalia. All’epoca, però, trovavo quel genere un po’ troppo convenzionale e decisi di abbandonarlo, pur continuando ad ascoltarlo. Per anni ho sognato di tornare alle mie radici, ma in modo diverso, meno scontato, sfruttando l’esperienza maturata in vent’anni di produzione discografica. Così ho concepito un album diviso in due volumi, apparentemente opposti, dove la chitarra classica, suonata con tecnica da conservatorio, si fonde con quella elettrica, in un mix di post-rock e riff death/black metal. Queste due anime sonore hanno sempre convissuto dentro di me”, racconta Prencipe.

Parole che spiegano anche una sentita e personale cover degli Alcest (“Souvenirs d’un autre monde”) oltra a una variante della “Gnossienne n. 1” di Erik Satie. Tra una sinfonia arcaica e l’altra, subentrano come ospiti anche Simone Salvatori (Spiritual Front), Denitza Seraphimova (Irfan), Luigi Rubino (Ashram) e l’attrice Maddalena Crippa. Oltre ai sopracitati ingressi e al timoniere Prencipe, prendono parte a tutto anche Edo Notarloberti (violino), Alessio Sica (batteria), Umberto Lepore (basso e contrabbasso), Luigi Rubino (piano), Michele Maione (percussioni), Salvio Vassallo (sintetizzatore) e Daniele La Torre (mandolino e mandola).

E’ una squadra ben assortita di musicisti che arricchisce il sound tanto intimamente spirituale quanto favolistico dei Corde Oblique, tra canti ancestrali che esplodono alla stregua degli Explosions In The Sky (“John Ruskin”), istantanee acustiche che paiono uscite da un album del Mike Oldfield più bucolico (“The Father Child”) e danze medievali che sottintendono anche una certa ritualità ispanica (“Bruegel’s Dance”, “Tango di Gaeta”). Momenti che conferiscono un afflato cinematografico a un album fuori dal tempo e dagli schemi. Un piccolo grande scrigno da aprire quando il vento soffia forte e il desiderio di sorvolare generi e umori prende il sopravvento.

26/02/2025

Tracklist

  1. 1. The Nightingale and the rose
  2. 2. Leaver
  3. 3. John Ruskin
  4. 4. The father child
  5. 5. A step to lose the balance
  6. 6. Christmas Carol
  7. 7. Bruegel's dance
  8. 8. Eleusa consumpta
  9. 9. Souvenirs d'un autre
  10. 10. Tango di Gaeta
  11. 11. Selfish Giant
  12. 12. Gnossienne no. 1

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