C’è un certo conforto nel precipitare verso la distopia quando la colonna sonora è firmata Filmmaker. Con “Sanguinary”, il produttore colombiano Faunes Efe torna a incidere il suono del presente con la precisione di un bisturi arrugginito, trasformando la paranoia urbana e la decadenza digitale in materia danzante. È un disco che non accompagna la fine dei tempi: la documenta.
Filmmaker ha costruito negli anni un linguaggio unico, a metà tra l’immaginario tribale e il gesto punk del do it yourself. Ogni sua uscita è una cassetta perduta da un universo parallelo, una memoria corrotta che vibra di Ebm, industrial-techno e synth-punk. In questo lavoro, la formula raggiunge un equilibrio perfetto: il suono è più scuro, più viscerale, ma anche più disciplinato, come se la macchina avesse finalmente trovato un cuore.
“The Tormentor” stabilisce il tono. È una marcia ossessiva, serrata, una sequenza di ritmi taglienti che ricorda le pulsazioni di un rave sotterraneo registrato su nastro magnetico. Il beat avanza senza tregua, circondato da synth abrasivi, mentre sullo sfondo emerge la corrosione di “Acid Pools”, un brano che trasforma la classica 303 in un’arma spirituale.
Rispetto ai dischi precedenti, “Sanguinary” riduce gli elementi antimelodici e spinge sulla fisicità del suono. Faunes Efe ha sempre dichiarato di non sentirsi parte di nessuna scena e questa solitudine artistica si percepisce in ogni dettaglio: le produzioni sono registrate in presa diretta, spesso in un solo take, con strumenti minimali (Elektron, Syntakt, chitarre processate). Il risultato è un suono grezzo, instabile, ma vivo.
La tensione che attraversa l’album è quella di una ribellione silenziosa. Filmmaker non propone una via d’uscita perché osserva il collasso e lo trasforma in ritmo. Questo è un album di sangue e memoria, un archivio emotivo della civiltà post-umana. Dalla rudezza lo-fi di “Visceral” alle architetture più controllate di “Machinations”, ogni uscita è un tassello di un progetto che unisce anarchia estetica e rigore concettuale. Con “Sanguinary”, l’artista di Envigado sembra finalmente aver trovato la sua formula definitiva: una techno ossessiva che non cerca piacere ma sangue.
05/11/2025