Justin Bieber - Swag

2025 (JRC/ILH/Def Jam)
pop, r'n'b, soul

On this album right here, I-I can hear the soul (Thank you)
Your soul is black (Thank you)
Your skin white, but your soul black, Justin, I promise you, man
(dallo skit con Druski)

La parola swag non si usa quasi più, appartiene a quei termini di moda negli anni Dieci che ora è in disuso. Curioso che “Swag” sia anche il titolo del settimo album di Justin Bieber, o forse appropriato, visto che anche lui è un po’ passato e che, a suo tempo, contribuí alla diffusione del termine. È il primo album senza il manager Scooter Braun, dopo una separazione tutt’altro che serena nel 2023. Sorpresa: è il suo album più black, cioè più r’n’b, più soul.
Se “Justice” (2021) era pienamente pop da streaming, qua il fu bimbo prodigio racconta con sentimento il nuovo, travagliato se stesso, concedendosi più libertà. Dopo gli psicodrammi degli ultimi anni, compresa la vicinanza da giovanissimo a Sean “Puff Daddy” Combs e il gossip incessante, Bieber si è votato più che mai a Gesù, all’amore e al prossimo. Di questa rinascita spirituale un po’ cliché ha fatto un album disordinato ma anche ambizioso, che racconta un disagio esistenziale ormai cronico.

I singhiozzi da Michael Jackson sul beat electrodi “All I Can Take” raccontano una presa di coscienza dei propri limiti:

These symptoms of my sensitivity
Feels personal when no one’s listening
There’s things that I can’t change, Lord knows I’ve tried, mm
Ooh, baby, we can leave it all behind, uh

Una chitarra guida il pop-rock malinconico di “Daisies”, che racconta l’incertezza dell’amore, e “Yukon”, un curioso pop lo-fi con la voce raddoppiata e pitchata. D’altronde, i riferimenti vintage, le chitarre e gli elementi più o meno a bassa fedeltà ricorrono nella lunghissima scaletta di 21 brani. Il quarto elemento unificante è una malinconia tormentata legata alle relazioni, collante che dà il tono all’intero ascolto.
Si torna anche dalle parti del bestsellerPurpose” (“Things You Do”) ma più spesso i brani rimangono diapositive ingiallite e nostalgiche, come “Butterflies”, che finisce per richiamare i Police.

Poco o nulla suona nuovo, e spesso suggerisce paralleli con Drake, Prince, Stevie Wonder o The Weeknd. Nel giro di una decina di brani, finisce per attirare soprattutto la curiosa produzione guidata da Carter Lang, capace di spiazzare quando sporca, riverbera, distorce e trasforma dei brani di pop-r’n’b spesso brevi e dimenticabili. Per esempio, sono i dettagli nell’arrangiamento a trasformare l’afflato gospel di “Devotion” (con Dijon), una piccola, sofisticata canzone colorata da chitarra, armonica, pianoforte. Il fatto che subito dopo arrivi l’house vecchio stile di “Dadz Love” (con Lil B), poco più di un pad e un groove, è forse la sintesi in pochi minuti del meglio che l’album ha da offrire: il malessere di una superstar, curato da una rinnovata spiritualità e fiducia nell’amore, è trasformato in qualcosa di più di un diario di una prematura crisi di mezza età da un arsenale di scelte produttive più o meno spiazzanti, senza l’ansia della hit.
Il trucco regge anche bene, magari intervenendo con alcuni opportuni skip, soprattutto per i superflui interludi parlati.

Nel buglione un po’ sfiancante di trasformazioni, l’approdo di “Forgiveness”, un salmo intonato da Marvin Winans in chiusura, è balsamico nel riportare la più rasserenante pace. Nella ricerca di un nuovo se stesso, Justin Bieber sembra aver appena fatto i primi passi. Fatica soprattutto a elaborare un messaggio più profondo, vitale per rendere “Swag” qualcosa di più di un album curioso, persino ambizioso e a tratti azzardato, ma non ancora notevole. È comunque un nuovo colpo di scena nella vita di una popstar che, appena trentunenne, ha vissuto la carriera musicale che di solito vantano i cinquantenni. In questo senso, sì, è il degno seguito di “Purpose”.

Tracklist

  1. All I Can Take
  2. Daisies
  3. Yukon
  4. Go Baby
  5. Things You Do
  6. Butterflies
  7. Way It Is with Gunna
  8. First Place
  9. Soulful with Druski
  10. Walking Away
  11. Glory Voice Memo
  12. Devotion with Dijon
  13. Dadz Love with Lil B
  14. Therapy Session with Druski
  15. Sweet Spot with Sexyy Red
  16. Standing on Business with Druski
  17. 405
  18. Swag with Eddie Benjamin & Cash Cobain
  19. Zuma House
  20. Too Long
  21. Forgiveness with Marvin Winans


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