LAVINIA BLACKWALL - The Making

2025 (The barne society)
folk-pop

È un attimo, un flebile segnale di malinconia e sofferenza che fa capolino tra le festose note di “Morning To Remember”, una richiesta d’aiuto di una donna costretta a vivere tra i bidoni della spazzatura in preda alla solitudine e ai debiti, un’esortazione che contrasta con la spensieratezza del singolo che ha anticipato l’uscita del secondo album di Lavinia Blackwall.

È in questa incantevole e bizzarra canzone folk-pop, quasi da musical, che è racchiusa l’essenza di un disco coraggioso e vitale, “The Making”, che non solo conferma le notevoli qualità vocali dell’ex-voce dei Trembling Bells, ma ne proietta il ricco bagaglio culturale e musicale verso nuovi orizzonti, grazie a una scrittura solida e a un’ispirata verve melodica.

L’attesa è stata lunga: l’esordio da solista del 2020 e l’eccellente album in coppia con Laura J Martin sotto il nome di Wyndow del 2021 sembravano non dover aver seguito. Negli ultimi anni, la cantante e autrice scozzese ha affrontato con silenzio due lutti in famiglia (la madre del compagno Marco Rea e il padre di Lavinia), un periodo oscuro che ha trascorso tra l’Italia e la propria casa in quel di Carberth, ritrovando pian piano serenità e ispirazione.

Per entrare senza indugio alcuno nel travolgente folk-pop psichedelico di “The Morning” basta in verità lasciarsi cullare dalla cascata di cristalline note di piano, di lucenti accordi chitarristici e di stratificazioni di voci e cori di “Keep Me Away From The Dark”, brano che apre l’album con passo deciso e subito rinvigorito dall’esuberante “The Damage We Have Done”, un potente e algido folk-rock pubblicato due anni fa come singolo e qui felicemente riproposto.

Non stupisce il flebile richiamo della traccia appena citata alle escursioni pop di Mike Oldfield con Maggie Riley, quest’ultima presente sia come corista che come seconda voce e protagonista di una delle canzoni più appassionate dell’album, “My Hopes Are All Mine”, una raffinata ed elaborata ballata dove Blackwall affronta per la prima volta il complesso rapporto con i vecchi compagni di bandiera, Trembling Bells, accompagnando il tutto con una melodia regale e un tripudio d’ottoni.

Il passo quasi prog-folk della title track consolida il confronto-richiamo con Sandy Denny, mentre le ombre e le luci della psichedelica “The Art Of Leaving” si tingono di assoli chitarristici e nuance pop-rock tipicamente sixties, ma è nel crescendo emotivo, introdotto dalle note di un piano, della tormentata “The Will To Be Wild” che è racchiusa una delle sorprese dell’album, un brano acid-folk che sembra uscire da un disco dei Jefferson Airplane.

Segnalazione a parte merita l’esuberante “We All Get Lost”, ballata vertiginosa che recupera l’etica del movimento flower-power e lo rinnova con la coscienza green dei tempi correnti. Egualmente meritevole di attenta analisi è anche la conclusiva “Sisters In Line”, un’avventurosa mini-suite dalle mutevoli sembianze.

Per chi ha amato i Trembling Bells e per chi ha apprezzato la svolta più cantautorale del primo album da solista dell’artista scozzese, “The Making” è ben più di una piacevole conferma, mentre per i non avvezzi al genere il nuovo disco di Lavinia Blackwall potrebbe essere una gradita sorpresa.

10/07/2025

Tracklist

  1. 1. Keep Me Away From The Dark
  2. 2. The Damage We Have Done
  3. 3. Scarlett Fever
  4. 4. My Hopes Are Mine
  5. 5. Morning To Remember
  6. 6. The Making
  7. 7. We All Get Lost
  8. 8. The Art Of Leaving
  9. 9. The Will To Be Wild
  10. 10. Sisters In Line

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