Roberto Bonfissuto purtroppo non è più tra noi dal 2019, anno in cui un male incurabile l'ha strappato alla vita ancora troppo giovane. Nonostante ciò, qualcosa del suo genio e delle sue intuizioni è stato registrato in alcuni hard disk, rimasti nell’oblio sino a pochi mesi fa. Oggi infatti, grazie all'aiuto del fratello Giulio e di Andrea Liuzza, la memoria di Roberto e della sua creatura Nowhere ha l'opportunità di rinascere e di essere diffusa quanto avrebbe meritato.
La storia è tanto semplice quanto triste. Giulio Bonfissuto, fratello di Roberto, decide di consegnare nelle mani sicure del fidato
Andrea Liuzza (musicista degli
Are You Real? e produttore discografico dell’etichetta Beautiful Losers) le
demo del fratello nella speranza di poterle produrre in modo più compiuto. Ottima idea che ci permette di scoprire un sorprendente talento italiano che ci aveva lasciato registrazioni certamente amatoriali, ma che contenevano abbozzi di brani ricchi di fantasia e di melodie a volte clamorose, su cui il buon Liuzza ha lavorato nella speranza di esaltare le idee presenti ed elaborarle in un disco compiuto, offrendogli quindi una nuova vita.
E’ un lavoro faticoso ma assolutamente necessario perché "Have You Done This Before?" è un disco che sembra venuto fuori da un’altra epoca. Un lavoro postumo che tuttavia è carico di una intima vitalità contagiosa. Intimo perché le registrazioni
lo fi danno proprio la sensazione di canzoni di un giovane che sta per affacciarsi alla vita, vitale perché debordante di idee che avrebbero fatto immaginare un futuro radioso, con melodie che possono esser concepite solo da menti capaci di trovare soluzioni singolari con estrema facilità. Un dono riservato a pochissimi musicisti.
Proprio per questo, un brano come "Have You Done This Before?" è una rivelazione oltreché una resurrezione. Impossibile non pensare al tocco
psichedelico di
Syd Barrett, alle note di chitarra di
John Frusciante, che, unite alla voce morbida e al piano, dialogano creando atmosfere oniriche senza tempo.
Le melodie e il canto rendono ogni brano un piccolo gioiello, con la giocosità
canterburiana di
Kevin Ayers (“Call Me Maybe”), la bizzarria di
Crayola Lectern (“Say Goodbye”) e il ricordo diffuso delle atmosfere lisergiche dei
Byrds (“I Want A Piece Of Life”). Un disco sorprendente di un autore che avrebbe avuto così tanto da dire ma che è stato salvato dalla dedizione maniacale di Andrea Liuzza e dall’amore di Giulio Bonfissuto.
Il disco contiene anche le
demo originali di Roberto Bonfissuto, anch'esse da ascoltare con interesse come testimonianza perduta di un talento purissimo, bruciato troppo in fretta.