Quella di Perila, giovane russa ormai di casa a Berlino, è sin dagli esordi una ricerca tanto gentile quanto inflessibile. “The Air Outside Feels Crazy Right Now” è una raccolta di brani registrati tra il 2021 e il 2023, che si perde in visioni di lande gelide, foreste sopite e un’aura di solitudine vissuta con la serenità di chi ha trovato rifugio tra gli alberi. Sorella mancata di Grouper, l’autrice si muove tra languori di accordi evanescenti, linee di basso sfumate e una voce sottile tra il salmodiare e il bisbiglio ASMR.
Di folk resta più un’eco che una struttura: il disco è costruito prevalentemente su chitarra e voce, con rare incursioni elettroniche. Il lieve tocco pianistico di “Barefeeter” si muove su melodie vocali lontane e contemplative, mentre “Gooshy” sorprende con strumming dissonanti che quivrano intorno a espressioni vocali dissociate, quasi un Jandek in versione eterea. “Fossil” usa la stessa filosofia senza ricorrere a strumenti fisici, con pad che trasudano lentamente sotto un canto sussurrato. Una natura ricodificata in linguaggi digitali, che fonde chitarra e laptop in un unico respiro.
Gli unici frammenti che rimandano alla tradizione psichedelica sono il basso e la chitarra elettrica di “Gooshy”, che emergono come materiale grezzo in un paesaggio altrimenti etereo. L’opera si muove lungo un tracciato più limpido rispetto ai lavori più noti: non vi si ritrova né turbolenza mistica, né ombre inquietanti. Qui la tensione si trasforma in quiete, in un colloquio segreto tra l’io e un ecosistema incontaminato. Il viaggio richiama l’esperienza ultraterrena di Ayami Suzuki, ma anche l’immagine di una Vashti Bunyan che accarezza i tasti di un piano dimenticato in una casa derelitta (“Unseen”). Trentatré minuti che lasciano addosso la sensazione di un’attesa.
25/04/2025