Sergio Cammariere è un compositore, pianista e cantautore italiano tra i più originali e raffinati della scena musicale contemporanea. Nel 2003, grazie a una felice intuizione di Pippo Baudo, lo chansonnier crotonese, dopo una lunga gavetta nei music club, è diventato un volto noto grazie alla splendida ballad “Tutto quello che un uomo”. La canzone si è classificata a sorpresa terza e ha vinto meritatamente il Premio della Critica e il Premio Migliore Composizione Musicale, diventando un classico della musica italiana. Da allora, Cammariere ha pubblicato numerosi album, firmato importanti colonne sonore per il cinema e il teatro, collaborando con artisti del calibro di Gino Paoli, Ornella Vanoni, Gal Costa e Lucio Dalla. Il 28 novembre esce su tutte le piattaforme digitali, in formato cd e in vinile “La pioggia non cade mai”, il suo dodicesimo album in studio, prodotto da Jando Music, Grandeangelo srl e Aldo Mercurio in co-produzione con Parco della Musica Records.
Definito da Cammariere come uno dei suoi dischi “più maturi ed essenziali, senza frizzi e lazzi”, “La pioggia non cade mai” è un viaggio emotivo attraverso tredici canzoni che esplorano amore, memoria, distanza, rinascita e consapevolezza, costruiti come capitoli di un’unica storia sentimentale. Un album nato lentamente, che invita a fermarsi un momento, a respirare e ad ascoltare con attenzione le sue storie di amori interrotti, lunghe attese e riflessioni sulla caducità del tempo. A partire dalla prima canzone, “L’amore è tutto”, l’album pone al centro della sua poetica l’amore in senso lato, unico vero baluardo all’entropia di una società sempre più cinica, distratta e ripiegata su se stessa.
Il disco è un caleidoscopio emotivo in cui il jazz, la canzone d’autore, la black music, i ritmi sudamericani e le suggestioni cinematografiche si mescolano in una sintesi originale, malinconica e gioiosa allo stesso tempo. La voce calda e il pianoforte intriso di lirismo di Cammariere sono come sempre al centro del progetto, impreziosito dalle ritmiche di due maestri della batteria come Alfredo Golino e Amedeo Ariano e da tre raffinati contrabbassisti (Ares Tavolazzi, Luca Bulgarelli e Alfredo Paixão).
Le tredici canzoni dell’album sono valorizzate dagli interventi preziosi della violoncellista Giovanna Famulari, di Daniele Tittarelli al sax soprano e di Christian Mascetta alle chitarre. C’è una cura certosina, come sempre, nei testi poetici, impressionisti e riflessivi vergati insieme al fido paroliere Roberto Kunstler. Un po’ come Burt Bacharach e Hal David negli anni Sessanta, Cammariere e Kunstler sono un duo affiatato e fecondo, che lavora fianco a fianco dal 1992, quando si sono conosciuti grazie ai comuni interessi spirituali.
“Una lunga attesa” e “Certe storie ritornano” sono brani intimi e riflessivi, che nascono dal bisogno di dare un nome alla fragilità. “Il fiume scende giù”, ispirata alla poesia di Gibran, racconta il cammino dell’esistenza attraverso l’immagine di un fiume in viaggio verso il mare. In “Come una danza” il piano e gli archi sono sostenuti nell’arrangiamento da un insolito ritmo reggae-pop, mentre “Qualcosa che ho lasciato dietro me” è il brano più pop-funky dell’album.
La title track “La pioggia che non cade mai” è una ballata emozionante, icastica e ariosa, che invita a riflettere sulla necessità di un diverso atteggiamento dell’uomo nei confronti dell’ambiente e della natura. Dal punto di vista musicale è molto interessante “La voce del cuore”, un brano in cui il cantautore cerca un equilibrio tra cuore e mente, che ha echi prog nella ritmica, nell’orchestrazione e nella struttura modale. La ricchezza musicale dell’album è confermata dal ritmo di bolero di “Come un sogno” e dall’andamento andaluso di “Cosa sarà di me”. “Un segreto d’amore” è un brano a cavallo tra pop e smooth jazz di grande qualità, che avrebbe fatto un figurone sul palco del Festival di Sanremo.
“La pioggia non cade mai” è un album ispirato, elegante e coinvolgente, che conferma le qualità di compositore, di musicista e di cantante di Sergio Cammariere. In un periodo in cui le classifiche sono dominate da brani pop plastificati, da lugubri cantilene trap e da canzoncine dance a uso e consumo dei balletti su TikTok, il cantautorato con influenze jazz, latin e pop di Cammariere è una boccata d’aria fresca per chi non si accontenta delle playlist con i successi del momento. Sarà anche un “cantautore piccolino”, come si definiva con modestia nel suo omonimo brano del 2002, ma la sua è grande musica.
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28/11/2025