Roberto Galati in questi anni ci ha regalato una serie sorprendente di Lp che hanno coniugato il tema del viaggio estremo e immerso nella natura più selvaggia con la musica ambient. Se il tema di quegli album era l’estasi per la visione di un mondo che possiede tempi infinitamente più lunghi della singola vita umana, di catene montuose talmente immense e antiche da superare il concetto stesso di tempo che un singolo uomo può comprendere, “Dust” affronta il tema opposto: il disfacimento ultimo in polvere anche di ciò che nella mente umana può apparire eterno.
La relazione quasi fisica con il paesaggio si attenua in parte e le stratificazioni e i droni distorti divengono la colonna sonora di un tempo lunghissimo ma inarrestabile, che porterà all’inevitabile scomparsa anche della più imponente delle catene montuose. Non è più il paesaggio visto da lontano nella sua interezza, non è più l’estremamente grande a essere il soggetto, ma l’estremamente piccolo: la pietra che lentamente si disgrega fino a divenire polvere. A rafforzare questa sensazione di densità contribuisce il mastering di Rafael Anton Irisarri, il cui intervento si percepisce chiaramente nella profondità del suono e nella spazialità delle texture.
La musica di Galati cambia, diviene più incisiva e immediata. Non ci sono lunghi preamboli: i brani vanno subito al dunque, con improvvise note di synth (“Worn By The Wind, Lost To The Ages”) che danno inizio alle composizioni in modo quasi inatteso (“Dreams Lay Buried”). Rumore e fantasmi di melodie convivono per poi dissolversi in note che vagano nel nulla (“The Ephemeral Grit Of Time”), oppure ricomporsi in muri sonori invalicabili (“Millions And Millions Of Years”) o ancora in malinconiche melodie notturne (“Enchanted By These Silent Ruins”).
Questo dualismo (serenità e caos) trova la sua apoteosi nel binomio finale di “The Ephemeral Grit Of Time” (unico brano interamente acustico) e “Storm Of Stones” (un’immersione in un caos disgregante). La disgregazione si percepisce nelle poche note di chitarra di “A Moment When Nothing Happens And Everything Is Revealed” che costruiscono un’atmosfera vaga, destinata a svanire, sommersa da un mare di pulviscolo elettronico.
Una musica che è, ancora una volta, metafora di qualcos’altro: riflesso sonoro di immagini che evocano sentimenti senza tempo.
09/03/2026