MISS GRIT - Under My Umbrella

2026 (Mute)
alt-pop, indietronica

Dopo l’esordio futurista di “Follow The Cyborg” (2023), la seconda incarnazione discografica di Miss Grit compie una torsione quasi opposta, perché lo sguardo non è più rivolto al futuro ma verso l’interno. Se il primo disco immaginava l’emergere di una coscienza artificiale, “Under My Umbrella” sembra documentare il processo inverso: una macchina che lentamente torna a essere umana.

Questo secondo capitolo targato Margaret Sohn (musicista cresciuta nel Midwest e poi approdata a New York) nasce da un periodo di isolamento piuttosto radicale: mesi di tour in solitaria attraverso il Nord America, guidando da una città all’altra senza compagnia. Una condizione che è finita per infiltrarsi nel disco come un rumore di fondo psicologico, come una miscela di stanchezza, lucidità e vulnerabilità.

“Tourist Mind” introduce perfettamente questo stato mentale, tra synth stratificati, ritmiche nervose e architetture sonore quasi cinematiche: non è tanto una canzone sull’ansia, quanto una rappresentazione del suo movimento interno. Il tema si amplifica in “Mind Disaster”, uno dei momenti più incisivi del disco. Qui Miss Grit traduce la dissociazione e le esperienze fuori dal corpo attraverso beat elastici, linee sintetiche che si piegano su se stesse e una voce che resta sorprendentemente calma mentre tutto attorno vibra.

Uno dei passaggi più ipnotici è “Where Is My Head?”, una traccia sospesa che trasforma la confusione identitaria in una sorta di paesaggio sonoro onirico. Questo contrasto diventa uno dei meccanismi più interessanti dell’album: le emozioni non vengono teatralizzate bensì letteralmente analizzate.

Il disco si muove dentro una genealogia abbastanza riconoscibile. L’atmosfera scura e vellutata di un certo trip-hop richiama inevitabilmente i Massive Attack (come in “Overflow”), mentre alcune tensioni melodiche e timbriche ricordano l’elettronica emotiva di Björk negli anni di “Homogenic”. In altri momenti, affiora persino una sensibilità art-rock vicina ai Radiohead, soprattutto nel modo in cui la tecnologia diventa uno strumento di alienazione espressiva.

Nel suo desiderio di mantenere un’atmosfera omogenea, “Under My Umbrella” tende a stabilizzarsi su una temperatura emotiva coerente e costante, anche per via della voce ultra-trattata e filtrata. Se da un lato tutto questo rafforza il senso di estraneazione che attraversa il progetto, dall’altro può attenuarne l’immediatezza. Poco importa, perché Miss Grit sa trasformare l’elettronica in uno spazio dove la vulnerabilità è allo stesso tempo una protezione, come l’ombrello suggerito dall’immagine della copertina.

11/05/2026

Tracklist

  1. 1. Tourist Mind
  2. 2. Mind Disaster
  3. 3. Won’t Count on You
  4. 4. It Feels Like
  5. 5. Where Is My Head
  6. 6. Stranger
  7. 7. You Will Change
  8. 8. Overflow
  9. 9. Waste Me

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