Terzo appuntamento con la formazione pisana, già vincitrice di Arezzo Wave Toscana, in pista dal 2019, con all’attivo l’omonimo Ep d’esordio e il primo album “Nuvole rosa, ragni e guai”. “OHDIO” è stato registrato con Giulo Ragno Favero e contiene undici tracce fortemente ispirate dal versante più chitarristico della scena indipendente italiana degli anni Novanta. Se possedete il dono della sintesi, chiamatelo pure alt-rock, un disco ricco di energia e intensità emotiva, che racconta le difficoltà del nostro quotidiano, di una routine che annienta, che rende insensibili, impermeabili a qualsiasi stimolo o emozione. Frustrazione, rabbia, desiderio di fuga, argomenti innestati su un sound carico, che non intende fornire alcun tipo di consolazione. Un lavoro inquieto, dal forte impatto ritmico, con le chitarre costantemente protagoniste.
Particolarmente efficaci nella dimensione live, con il cantante Daniele Piai che si presenta dal punto di vista estetico come una specie di incrocio fra Chris Cornell e Aimone Romizi, la Tundra (sì, amano farsi chiamare con l’articolo singolare femminile) dispiegano per oltre mezz’ora tutta la propria potenza sonora, con un interessante epilogo (“Milioni”) nel quale il sound si stempera, si ammorbidisce, senza però mai abbandonare del tutto la tensione.
Rispetto al disco precedente, scompaiono le questioni amorose: niente ex, niente relazioni idealizzate, al centro della trattazione restano dolori, monotonia quotidiana, voglia di evasione, temi che rendono “OHDIO” un atto di rottura, un irreversibile processo contro dogmi e catene. Un lavoro inevitabilmente derivativo, ma che conferma il ritorno di tanti giovani musicisti a suonare in cantina, a smanettare sugli amplificatori, a cercare una propria via comunicativa, rifacendosi alla lezione del decennio d’oro del rock alternativo italiano.
18/04/2026