Li abbiamo trascurati per quasi un decennio, ma, giunti al quinto album, i fratelli Brian e Diarmuid MacGloinn non possono essere più considerati come patrimonio esclusivo degli amanti del folk irlandese. Soprattutto ora che hanno deciso di abbandonare il repertorio tradizionale per un primo album composto di brani originali.
Prodotto da Philip Weinrobe (Big Thief), “All Tied Togheter” è per gli Ye Vagabonds l’album della riflessione e del consolidamento delle radici musicali. Un patrimonio nel quale Danny Thompson va a braccetto con John Prine (“On Sitric Road”), dove la contaminazione con il jazz ha le stesse fantasiose acrobazie armoniche della Incredible String Band (“I’ll Keep Singing” e il suo elegante arrangiamento d’archi).
E’ un disco desueto, quello degli irlandesi, un racconto intenso e poetico che si tiene distante dalle scorribande di drone-music alla Lankum, pur accennandone la magia nel ronzio greve di “Gravity”. Quello dei Ye Vagabonds è un racconto folk che ancora insegue l’animo degli antichi cantastorie, come nella splendida “Young Again”.
Brian e Diarmuid MacGloinn hanno assimilato fino in fondo la tradizione, al punto da mettere insieme una serie di canzoni che suonano già classiche e amabili (“Long Grass”). Gli amanti del nuovo a ogni costo forse si asterranno dal lodarne la grazia, ma “All Tied Togheter” è un album affine a “If You Could Only Remember My Name” di David Crosby (“Four Walls”), anche quando il suono ne avvolge il malinconico romanticismo, la tenerezza vince sulla svenevolezza (“Young Again”).
Registrato in presa diretta in uno studio casalingo a Galway, il nuovo disco dei fratelli MacGloinn mette insieme le assolate giornate californiane con le brumose atmosfere irlandesi (“Cuckoo Storm”), adotta le fluttuanti sonorità del violino per una travagliata danza pagana (“The Flood”), per poi librarsi verso paesaggi siderali con eguale senso di stupore (“Mayfly”) e infine planare in luoghi solo apparentemente più confortevoli con una melodia corale e intensa che, come la vita, strappa un sorriso ma anche una lacrima (“Forget About The Rain”).
24/02/2026