È troppo tardi, ho trovato una porta, prendimi, se puoi, ho visto il cielo, una linea sottile, sto uscendo da qui, e mi tira dentro e mi tira su, sono libero e posso sentire l’amore, sono libero.
L’incontro tra innocenza e sessualità è per Douglas Dare il divario ingannevole tra immaginazione e realtà, è infatti l’infanzia che sfugge il canone narrativo di “Silly Games”, ed è la nostalgia quella che si impossessa degli accordi apparentemente incalzanti di chitarra e autoharp, fino a renderli oscuri, cupi.
E’ in fin dei conti un album strettamente personale e introspettivo, segnato dai ricordi, come quello di un amico la cui assenza non trova spiegazione (“Whenever You Are”), ed è anche il disco del dolore, che Douglas prova a stemperare sognando di tornare a essere bambino, giocando con le note quasi giocose e spensierate del piacevole chamber-pop “The Playground”.
E poi c’è la voce: Douglas canta come se fosse l’ultima possibilità di dire tutta la verità senza mentire a se stesso: il crescendo di piano e voce di “I Am Free” è amletico, incerto, ma è in “Red Arrows” che il canto diventa disturbante, ossessivo come una nenia infantile, ultima fonte di resistenza alla saggezza e al futuro. Ed è l’identica riflessione racchiusa nella dolente e solitaria “Heavenly Bodies”: “I miei genitori sono orgogliosi di me? Posso diventare un uomo?”. Due domande che l’autore lascia in sospeso, mentre scivolano gentili accordi di chitarra e sparute sonorità in sottofondo, dalle quali sgorga la melodia più intensa dell’intero progetto.
“Milkteeth” è ancora più minimale e solitario dei due album precedenti, ma la scrittura più solida ne arricchisce la forza espressiva, difficile immaginare una torch song più lieve e originale di “The Joy In Sarah’s Eyes”.
Douglas Dare ha finalmente conosciuto il bacio della musa, e anche se a volte sembra sopraffatto dall’avvenenza austera della malinconia, è finalmente pronto per una maggiore fama e notorietà, e la dolente empatia di questo suo nuovo progetto ha tutte le carte in regole per appassionare e incuriosire gli amanti di un cantautorato minimale ed elegante.
27/03/2020