WILL SMITH - Based On A True Story

2025 (Rave in the wasteland)
conscious-hip-hop, pop-rap, trap

Che storia, il nuovo album di Will Smith dopo vent’anni da “Lost And Found”. Come parte del duo DJ Jazzy Jeff & the Fresh Prince, la star del cinema è stata attiva anche nella musica tra la fine degli anni 80 e 90, ottenendo ottimi risultati commerciali praticando un pop-rap festoso e colorato, proseguito nella carriera solista successiva, quella di hit da classifica come “Men In Black” (1997), “Gettin’ Jiggy Wit It” (1998), “Miami” (1998), “Wild Wild West” (1999). Erano e sono canzoni senza attrito, che raccontano un hip-hop innocuo, adatto ai più piccoli e lontano anni luce da quanto praticava nello stesso periodo Eminem (e che sarebbe stato il modello per i decenni successivi). È musica d’intrattenimento che al massimo può ricollegarsi allo spirito da party degli anni Ottanta, aggiornato nei suoni quanto basta mascherare la sua trivialità.
Dopo “Lost And Found” (2005), Will si concentra sulla propria carriera cinematografica, diventando un attore centrale per produzioni anche gigantesche. Il suo ritorno alla musica avviene con l’album “Based On A True Story”, a fine marzo 2025 e tre anni dopo il disastroso schiaffo a Chris Rock agli Oscar del 2022. È un album pieno d’introspezione e segnato dal tema della maturità emotiva, la redenzione, il superamento delle difficoltà e chiaramente la stramaledetta resilienza. Motivazionale, si potrebbe dire, secondo una declinazione del termine che rima con tronfio, retorico, pomposo e banale.

La critica ha accolto “Based On A True Story” malino, anche perché suona opportunista e insincero, nonché scollegato dal suo passato musicale. Anche il riferimento allo scandalo degli Oscar e alle sue conseguenze, tema centrale dell’album, diventa velocemente un argomento sterile su cui ricostruire un’immagine pubblica danneggiata, resuscitando una carriera musicale che non era necessario dissotterrare. Il pubblico è stato altrettanto severo, trasformandolo nel suo primo, vero insuccesso commerciale.
Non funziona neanche il singolo di presentazione “Beautiful Scars”, con Big Sean: presentato da un video in stile “Matrix”, come fossimo nel 1999, è un brano nostalgico, con influssi soul e frenetiche accelerazioni, che racconta un ego gigantesco che ricorda i deliri religiosi di Kanye West ma senza il suo genio.
Se nell’introduzione lo si paragona a Jay-Z, conservando almeno un piglio ironico, dopo “You Lookin’ For Me?” lo si vorrebbe trasformare in un trapper smargiasso, un Travis Scott con qualche annetto in più, ma il risultato è tanto bombastico quanto scontato nel 2025. È un tentativo di dimostrare che Will Smith non è solo ancora attivo ma anche rilevante, ed è sostanzialmente una mossa disperata, alimentata da una macchina produttiva gigantesca.
“Rave In The Wasteland” è un brano colossale, che rimanda alla “Dark Twisted Fantasy” di Ye, con intensità gospel e danze tribali, ma il testo è davvero la peggiore predicazione televisiva che si possa immaginare:

Stop the drama now, drop the armor down
However you living now, all’s forgiven now
This is a new day, this is the new way
Part of the new game, it’s no shamе

Tutt’altro che umile, o ispirato, questo nuovo Will Smith è più una guida spirituale che un rapper, che arriva per spiegarci un po’ come vivere e come essere invincibile. Allettante, anche se il rap-soul-rock del ritornello di “Bulletproof” fa quasi optare per la mortalità pur di essere liberati da certi pastoni. Altra trap da manuale e un po’ di contaminazioni spagnole e latin portano a un vero e proprio sermone, utilizzato per aprire la pretenziosa “You Can Make It”, con coro e citazioni bibliche. C’è comunque spazio per un altro ego trip fuori misura come “Work Of Art”, trap sci-fi e spirituale per un altro breve sermone che ribadisce il concetto, neanche granché profondo, del brano.

Che grandioso pasticcio, questo “Based On A True Story”: vorrebbe riabilitare Will Smith, partendo dalla musica, ma manca clamorosamente il bersaglio. L’identità del rapper di una volta è completamente persa, anche perché quei singoli e album sono stati giudicati sostanzialmente irrilevanti, mentre il nuovo sound è un polpettone di idee riscaldate. Il contenuto, poi, è stucchevole e autoriferito, ai limiti dell’imbarazzante. Uno schiaffo alla musica.

12/08/2025

Tracklist

  1. Int. Barbershop – Day (feat. DJ Jazzy Jeff and B. Simone)
  2. You Lookin' for Me?
  3. The Reverend (Rave Sermon)
  4. Rave in the Wasteland
  5. Bulletproof (feat. Jac Ross)
  6. Hard Times (Smile) (feat. Teyana Taylor)
  7. Beautiful Scars (with Big Sean feat. OBanga)
  8. Tantrum (feat. Joyner Lucas)
  9. First Love (with India Martínez and Marcin)
  10. Make It Look Easy
  11. The Reverend (YCMI Sermon)
  12. You Can Make It (with Fridayy and Sunday Service Choir)
  13. Work of Art (with Russ feat. Jaden)
  14. The Reverend (WOA Sermon)

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