Blanco - Ma’

2026 (EMI)
pop

Dopo anni di esposizione mediatica esasperante, Blanco ha fatto un passo indietro. È una traiettoria comune a molti nuovi idoli dei giovanissimi: per rimanere nell’alveo sanremese, basta ricordare Madame, Sangiovanni e Angelina Mango. Dopo il trionfo all’Ariston con “Brividi” nel 2022, insieme a Mahmood, e la pubblicazione e promozione di “Innamorato” (2023), è rimasto attivo come autore per altri e con poche collaborazioni e singoli. “Ma’” è un terzo lavoro che si ascolta con l’aspettativa che accompagna le opere percepite come decisive: dopo una velocissima ascesa, questo dovrebbe essere un consolidamento.

La cifra stilistica degli esordi, l’irruenza espressiva travolgente espressa da uno stile di canto tra il lirico e l’urlato, era la trasposizione di un’urgenza incontenibile che oggi sembra superata. Il ragazzo di un tempo è diventato un uomo, pur nel pieno della sua splendida gioventù, che ha levigato quel timbro ancora poco educato calandolo in arrangiamenti più strutturati, più tipicamente legati al pop contemporaneo.
L’esplosione di synth e beat trap di “Ti voglio bene, uomo” è fuorviante, promette un disco più aspro di quello che ascolteremo. Rimangono comunque tracce di quel passato nella già conosciuta “Maledetta rabbia”, un pop-punk elettronico che evidenzia l’influenza del cantante su artisti come Chiello e soprattutto in “Woo”, la miscela più instabile: un pop-punk “con i tagli in faccia”.

“Ma’” riparte dalla sua vocalità vibrante ma la cala in un arrangiamento più impegnativo, nel finale persino un rock da stadio. Ancora più addolcite “Tanto non rinasco”, un pop-rock elettronico a tempo medio, e il pop emotivo ottantiano di “Ricordi” con Elisa, con tanto di sax d’altri tempi nel lungo finale. “Los Angeles” rischia pericolosamente di trasformarlo in Olly, certamente più viscerale nell’interpretazione ma non più originale nel mood balordamente nostalgico. Meglio “Anche a vent’anni si muore”, dove una prova canora strappacuore spicca su un arrangiamento gonfio di riverberi e stratificazioni, e “Piangere a 90”, adagiata su un pianoforte che lascia risaltare meglio i graffi del protagonista.

Uno dei momenti cruciali di questo terzo progetto, anche per il suo valore simbolico, è il duetto di “Peggio del diavolo” con Gianluca Grignani. Un brano in cui l’ospite si immola vocalmente per mettere in guardia il collega più giovane dai rischi di un successo raggiunto troppo velocemente. Altro passaggio chiave è l’uno-due di “15 dicembre (prima)” e “27 luglio (dopo)”, brani che scavano a fondo nel tormento emotivo di una giovane stella, meno centrati sui ritornelli. Da segnalare anche la conclusiva “Un posto migliore”, curiosamente vintage e ai limiti del suicidario:

E ci vuole coraggio per credere alle canzoni di un pazzo
Come tuffarsi di testa giù da un palazzo
Devi fidarti, senza chiedere nient’altro

Divisivo come ogni icona che si rispetti di quest’epoca dominata dai social network, il titolare dell’opera rischia di subire la bizzosa tendenza del pubblico generalista di cercare costantemente nuovi nomi e talenti. Questo “Ma’” difficilmente convincerà a un dietrofront chi lo odia da sempre e, simmetricamente, non potrà che essere accolto con entusiasmo da chi è rimasto stregato da subito dal suo indubbio carisma.
In questa sede si erano promossi, pur senza eccessivi entusiasmi, i primi due capitoli, mentre questo sembra fin troppo tiepido e moderato per meritare la stessa valutazione. Non un tracollo, ma un più deciso compromesso che intacca un’identità artistica adesso timorosa di mostrarsi in purezza. Anche i testi, che una volta erano giustificati dalla giovanissima età, rimangono riusciti solo a fasi alterne, per alcune brucianti intuizioni, mentre falliscono in un racconto più articolato. C’è chiaramente la possibilità che sia un’opera di passaggio non particolarmente fortunata, in fondo parliamo pur sempre di un ventitreenne, ma ormai la strada della normalizzazione sembra scelta.

Tracklist

  1. Ti voglio bene, uomo
  2. Ma'
  3. Peggio del diavolo con Gianluca Grignani
  4. Tanto non rinasco
  5. Ricordi con Elisa
  6. Los Angeles
  7. Anche a vent'anni si muore
  8. 15 dicembre (prima)
  9. 27 luglio (dopo)
  10. Woo
  11. Fuochi per aria (la fortuna)
  12. Fuori dai denti
  13. Piangere a 90
  14. Maledetta rabbia
  15. Un posto migliore


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