VANISHING TWIN - Afternoon X

2023 (Fire)
art-pop, psichedelia

Dove eravamo rimasti? Alle multietniche e vespertine creazioni pop-lounge-kraut di “The Age Of Immunology” e alle più dilatate maglie poliritmiche ed etno-jazz di “Ookii Gekkou“, ultimi manufatti del trio di base a Londra dei Vanishing Twin, band sempre più decisa a conquistare lo scettro della mutevole scena avant-pop.

Il quarto album di Valentina Magaletti (Holy Tongue, Moin, Raime, Tomaga, Uuuu, Neon Neon), Susumu Mukai (Zongamin, Floating Points) e Cathy Lucas (Innerspace Orchestra) nasce con prospettive e presupposti ancor più variegati: le composizioni si sono nutrite non solo di un più ampio spettro di stili ma anche di strumenti, folgorate dall’arte dell’improvvisazione e fortificate dalla collaborazione più coesa tra i tre musicisti.

Per “Afternoon X” Cathy, Susumu e Valentina hanno modificato regole e ruoli sia in fase di composizione che in quella strettamente strumentale, incoraggiando il versante più sperimentale, fino ad apparire come un originale mix di Sun Ra, Stereolab, Arthur Russell e Silver Apples.

I due minuti di “Melty” che aprono l’album hanno un qualcosa di indefinito e onirico, che sembra anticipare un’ulteriore fase transitoria, ma il denso minimalismo che aspira a un’aliena polifonia della title track non lascia dubbi: i Vanishing Twin non sono più un cult act ma una realtà vibrante che dell’affascinante futurismo musicale fa già materia vintage, spostando l’asse temporale con massivi ritmi kraut-elettronici e un collage di riff pop che divagano e scompigliano le fila.

A questa mirabolante sintesi corrisponde una deflagrazione creativa che nell’atto di spargerne i semi compie un delicato passo nelle antiche vestigia folk alterate da visionarie e delicatamente tribali trame ritmiche, nonché cristalline divagazioni lisergiche che evocano misteriosi paesaggi mitteleuropei: “Lotus Eater”.

La materia prima del nuovo album dei Vanishing Twin resta la psichedelia, ma vi è ben poco di convenzionale nella mesta filastrocca lounge-pop di “Brain Weather”. I suoni più legnosi e meccanici dell’elettronica e il contrasto con le nebulose e dissonanti contaminazioni di strumenti più classici e un più organico ruolo della batteria donano un’eccentricità all’insieme che invita a un ascolto più ponderato e attento rispetto al passato.

L’inversione di ruolo tra passato e presente e tra presente e futuro è particolarmente evidente nel tracciato elettronico in odore di hauntology di “Marbles”, che accordi di chitarra acustica e archi proiettano nella season of the witch californiana o nell’appendice di una nuova compilation di “pepite”. Il gioco di rimandi e citazioni è senz’altro meno giocoso e più meditato, riflessivo; una scelta che trascina i Vanishing Twin fuori dalle più semplicistiche e accattivanti soluzioni di “Ookii Gekkou”.

“The Down Below” festeggia l’ingresso nel mondo dei Neu! e dei primi Tangerine Dream, ed è senza dubbio la traccia più eccitante e inquietante mai concepita dal gruppo: otto minuti e mezzo di quieta follia. Non stupisce, dunque, che un brano come “Lazy Garden” offra il fianco a inedite assonanze con il folk psichedelico di Linda Perhacs e Vashti Bunyan, l’atmosfera quasi onirico-felliniana è ai limiti del surrealismo, linea di confine che il canto delle streghe dell’ultima traccia, “Subito”, eleva a etereo e rarefatto manifesto del nuovo verbo dei Vanishing Twin.

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09/10/2023

Tracklist

  1. 1. Melty
  2. 2. Afternoon X
  3. 3. Brain Weather
  4. 4. Lotus Eater
  5. 5. Marbles
  6. 6. The Down Below
  7. 7. Lazy Garden
  8. 8. Subito

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