La storia della label dai Bauhaus a U.S. Girls

29-04-2026
Bella questa canzone! MI fai vedere l’etichetta? Ah bè, 4AD!  E quindi, scusa?
E quindi 4AD vuol dire alternative, musica valida, qualità, nessuna porcheria commerciale. Cocteau Twins, Dead Can Dance, Bauhaus, Lush…Dai su?! Ma che ascolti? Erasure?! Pet Shop Boys?! Vabbè, ti passo Madonna, anzi no. Guarda un po’, è uscita la canzone di Natale di Lisa Gerrard con Nick Cave all’ukulele?!?

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4 AD - La storia della label dai Bauhaus a U.S. Girls

Perché c’è stato un tempo nel quale un appassionato di musica tendente al generalismo, nel senso di curiosità e massima apertura motivata dall’entusiasmo, si sentiva accerchiato, additato, rischiava di essere persino molestato. Dai sostenitori di qualsiasi filone considerato puro e privo di compromessi: punk, dark, industrial, politicizzati, metallici.

E poi c’erano i fideisti della 4AD, l’etichetta discografica rigorosamente indipendente, sorta sul finire degli anni 70 e cresciuta nel mare magnum del post-punk durante il decennio successivo e assurta, alfine, ad approdo ritenuto sicuro e protetto dai mali sonori negli anni 90.

Venti anni dopo, resistono ancora delle piccole frange, ma tutto è divenuto più leggero, meno impegnativo e assolutistico. Ma la 4AD i dischi continua a pubblicarli, in un’atmosfera meno battagliera ma nella quale permane un senso di elitarismo. Ah, la nuova musica 4AD ha sempre quel non so che… Non lo sapete? Marco e Davide invece sì. For(se)AD.

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