Libri

Hotel California

Pop, Soft Rock, Aor, L'identitÓ del suono in 300 album fondamentali

di Davide Sechi

Autore: Mauro Ronconi
Titolo: Hotel California - Pop, Soft Rock, Aor, L'identità del suono in più di 300 album fondamentali
Editore: Arcana
Pagine:624
Prezzo: 39,50 euro

"Gli Stati Uniti sono come un enorme piano inclinato:
tutto scorre inevitabilmente verso ovest, verso la California"
(Frank Lloyd Wrigh)

Hotel CaliforniaC’era una volta un suono. C’era una volta un’attitudine. C’era una volta un modo di costruire una pop song e poi di condirla in maniera particolare, unica, iconica. Era il West Coast Sound. E spopolava. Oggi non c’è più. Svanito dalle coordinate non solo musicali ma anche socio-culturali. Da Phil Spector a Burt Bacharach, dai Beach Boys a Crosby, Stills, Nash & Young, dagli Eagles a Jackson Browne, passando per Joni Mitchell, Steely Dan e Toto, David Forster, Marc Jordan e Jay Graydon. Chi più chi meno svaniti dalle cime più impervie del gradimento popolare, confinati in un passato sempre più ingiallito. Poi, un bel giorno, un signore, giornalista e scrittore, tale Mauro Ronconi decide di prendersi un paio d’anni di riflessione e analisi, nei quali eliminare le ore dedicate al sonno e sfruttarle per narrare quell’epoca irripetibile (trascinando nell’impresa gli amici Lorenzo Settepanella e Fabio Velo Dalbrenta).

Il risultato è un libro di 630 pagine, “Hotel California - Pop, Soft Rock, Aor - L’identità del suono in oltre 300 album fondamentali”. Dagli anni 60 ai giorni odierni, oltre mezzo secolo di artigianato, di visioni, di illusioni, di eleganza, di virtuosismi, che non significa spingere il metronomo oltre i limiti del codice stradale, ma sapersi calare con sapienza dentro i tragitti della canzone popolare. Cinque decenni di fantasie imparentate con il genio e l’arguzia, il mix perfetto per rendere semplici, e quindi vendibili, spartiti spesso stravaganti. Dalle stanze del Brill Building, dove Bacharach entrò nel 1957 e cominciò a confabulare con futuri pesi massimi come Phil Spector, Carole King, Paul Simon, Laura Nyro, passando tra le tavole da surf narrate da Brian Wilson, che delle onde aveva paura, su fino alla fondazione del folk-rock, tra ambizioni, suggestioni, dubbi e quindi evoluzioni, dai Byrds a CS&N al sognatore problematico Gram Parsons. E poi, tra intrecci apparentemente incompatibili e operazioni mai comprese fino in fondo, la creazione di un mondo che da rustico si fa progressivamente patinato, eppure quasi mai scontato: dai segreti sin troppo sigillati di outsider come Gene Clark all’edificazione di una delle partnership più risolutive della musica del 900, Donald Fagen e Walter Baker, come dire Steely Dan.

E ancora: timidi scrittori che diventano icone, Jackson Browne, tra confidenze e impegno combattivo, country-rocker smaniosi che si trasformano in macchine milionarie, Eagles, facce già baciate da consolidata popolarità che si reinventano respirando gli aromi salini della California, da Joni Mitchell a Neil Young, da Dion ad Alice Cooper. E poi l’ascesa elettrizzante, e ogni volta cangiante, di geni compositivi come Gino Vannelli, Boz Scaggs, Lindsey Buckingham, Kenny Loggins e Stephen Bishop, parabole fulminanti alla Christopher Cross, tentativi talmente avanguardistici da non trovare neanche una carezza parentale a lenire la delusione commerciale (Pages, Far Cry), fughe da carriere fortunate (George Benson, Al Jarreau), musica bianca che si fa nera, Doobie Brothers, e viceversa, Maurice White e quindi Earth Wind & Fire, sessionman con un cuore grande così che decidono di interpretare le proprie emozioni, la dinastia Porcaro che si cela dietro il marchio Toto. Più che una semplice guida all'ascolto, un romanzo, diviso in schede, dove i protagonisti si incontrano, si intrecciano, vanno e vengono alla ricerca della pietra filosofale del perfect pop. Ronconi e i suoi compagni di viaggio raccontano, descrivono, dipingono scenari antichi eppure sempre gustosi, come un piatto di pasta al sugo che non scuoce mai. La tavola è già apparecchiata, basta solo sedersi e gustare un mondo (in)finito.



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