07/03/2008

Selezioni Iw Campania - 4 Serata

SudTerranea, Napoli


di Ciro Frattini
Selezioni IW Campania - 4 serata
Rieccoci per l'ormai consueto appuntamento con le selezioni campane di Italia Wave. Siamo giunti alla quarta e penultima serata, e il momento delle scelte si avvicina: solo in sei dei ventiquattro aspiranti continueranno il loro percorso verso Firenze, approdando alla finale regionale di fine mese. Oggi avevamo in programma altri quattro artisti: il cantautore casertano Marco Saltatempo; i rocker Naadir e Sula Ventrebianco; i giovani punkster The Wisers. Chi ha seguito tutte le puntate di questa avventura ha potuto notare la varietà stilistica delle proposte; nonché il loro valore. Anche stavolta, con non poca soddisfazione, è tutto confermato. Uniche due note negative i problemi tecnici che hanno disturbato la prima esibizione e il minor afflusso di pubblico rispetto alla scorsa serata: un vero peccato, dato lo spettacolo andato in scena; ed un motivo ulteriore per ringraziare il SudTerranea della splendida ospitalità che ci riserva e per la visibilità che concede alla musica di qualità. Sì, oddio, sembro proprio Pippo Baudo in questo momento, e non vorrei essere patetico; ma intorno a questo concorso si sta creando un'atmosfera familiare che entra dentro e va oltre ogni immaginazione. Sarà che la serata si è conclusa con una gustosa variante dell'italico tarallucci e vino: torta cioccolato e vino offerta dai Naadir, capace di mettere tutti insindacabilmente d'accordo; sarà che quando non gira una lira è tutto magicamente più semplice; sarà quel che volete, ma si sente tanta aria fresca. E il collante di tutto è sempre lo stesso: la musica, la bella musica, la voglia di suonare.

Saltatempo, ricci biondi e chitarra acustica, apre le danze contornato sul palco da musicisti di tutto rispetto. Tastiera, basso, batteria e congas mostrano grandissima pulizia e padronanza nello stendere tappeti d'accompagnamento, dal jazzato al caraibico. Eppure, per quanto la band possa arricchire lo spettro sonoro, il valore vero di Marco è il senso melodico dei suoi brani, quel cantautorato a mezza strada fra popular e autoriale, capace di arrivare sia ad ascoltatori più scafati che al grosso pubblico. Una bella voce completa l'armamentario base necessario ad arrivare lontano; gli manca solo un'opportunità, grossa, vera: una major che si svegli dal letargo e lo peschi e mandi in radio, per dirla breve. L'unica critica che gli si può appuntare è il testo banalotto di uno dei brani presentati, "La spazzatura". Non gli resta che soffrire ancora un po' e lottare con umiltà.
Dopo la bella apertura di serata si passa a sonorità più pesanti, decisamente più pesanti. I Naadir sono un possente cingolato che macina dal metal al funky; che ha masticato tanto i Faith No More e non poco i System of a Down, che è ancora in cerca di una sintesi definitiva (come ci dice anche il bassista Stefano Esposito, cui va, peraltro, una menzione d'onore), ma che ha già dalla sua un brillante presente. Grandissima potenza live, brani centrati (e su disco ancor più sfaccettati), competenza strumentale di alto livello, bontà dei passaggi sonori, coinvolgimento emotivo (da un momento all'altro pensi possano iniziare a sputare sangue). Se davvero riusciranno ad affinarsi ed emanciparsi ancora di più dai modelli potranno benissimo diventare una band di caratura internazionale. Intanto sono una delle stelle più brillanti del contesto locale.

Terminato l'assalto sonoro dei salernitani tocca ad un'altra rock band salire sul palco. Sono i napoletani Sula Ventrebianco, e per loro la parola chiave è originalità. I Sula spaziano fra rimasugli hardcore, cariche rock, riferimenti indie anni '90, rivisitazione della melodia napoletana (ascoltare la loro ottima "Contorni e muri"); il tutto con gran potenza e partecipazione, e con il jolly della particolarissima voce di Sasio Carannante. Una realtà sicuramente atipica, capace di andare oltre i localismi regionali ed affermarsi in una terra di nessuno del rock italico, che è meno adolescenziale di quella dei Verdena e meno intellettuale di quella degli Afterhours. Certo, non manca qualche peccato d'inesperienza per una band che è insieme solo dal settembre scorso, ma la strada fatta da allora lascia molto ben sperare e le potenzialità da affermare sono palesi.
Subìto questo uno-due da ko, lo sporco lavoro di continuare e concludere la serata finisce nelle mani di tre ragazzini, i The Wisers. Trio di punk "leggero", flirt con pop e rock'n'roll, ventenni alle prime armi ma che masticano il genere. L'inizio non è dei migliori, ma la reazione è pronta, grazie al cavallo di battaglia "Hangin' Around". Freschezza, voglia di divertirsi e incoscienza prendono il posto della paura e dei confronti pesanti e catturano mano a mano la platea. La loro esibizione è uno dei momenti di riconciliazione musicale in cui ci si dimentica di tutto e tutti; Andrea Caccese, voce e chitarra, è, nella sua incosapevolezza, un piccolo animale da palco. Occhi che si perdono nell'aria, espressione stralunata che più non si può, urla improvvise: in una parola, punk. Che non è tutto qui, ma che è anche questo, e stasera esce fuori benissimo. Inizialmente c'erano un po' di dubbi sulla loro scelta, lo ammetto: ma la partecipazione se la sono guadagnata sul campo. Faccio proprio a loro i miei più sinceri auguri e spero siano contenti di questa esperienza.

Si finisce tutti, come anticipato, nel backstage ad assaltare la torta, fra foto di un novello Bacco (il grande Fabio Liguori, due lavori sulle spalle, università e batteria dei Naadir, espostosi giocosamente al pubblico lubridio), e domande esistenziali circa l'opportunità di fare un terzo giro di dolce (Marco Torrese, bassista dei Sula Ventrebianco).
Non mi resta altro che segnalare i prossimi appuntamenti. Anzitutto mi sento di sponsorizzare la serata di mercoledì 12 marzo @Velvet Zone di Napoli: trattasi della prima del "movimento lavico", sorta di comunità fisica e ideologica nata dalla mente di Aldo Campana, voce dei Lega Leggera, con l'obiettivo di riunire sotto la direttrice del coraggio di osare le migliori band emergenti campane. Sul palco, oltre agli stessi Lega Leggera (sospesi fra rock e teatro-canzone), i vincitori delle selezioni campane di Italia Wave di due anni fa, I Pennelli di Vermeer (curioso miscuglio di prog, melodia e canzone d'autore). Poi, venerdì 14 marzo @SudTerranea Club, quinta serata di selezioni campane Italia Wave, in cui potrete ascoltare le ultime cinque band in gara: si va della tradizione classica napoletana che rivive nei Cu43 al metal dei Kymaera; dall'elettronica con matrici indie dei Desert Kisses al rock dalle influenze americane degli Sleeping Beauty; senza peraltro dimenticare il post-metal dei Dasauge.

La città è viva, basta dare un ascolto.

(10/03/2008)
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