Caravan

In The Land Of Grey And Pink

1971 (Deram) | progressive

"Il progressive? Incubi virtuosistici lunghi decine di minuti, costumi ridicoli, contorsionismi melodici senza capo né coda, pretenziosità sterili e noiose, quando non irritanti". Se questa è l'idea che avete del genere, probabilmente non avete mai rivolto uno sguardo verso quel caleidoscopio scintillante di idee che è stata la scena di Canterbury. Ironia, fantasia e spontaneità: queste le parole d'ordine di questo ramo sommerso del rock inglese, in perenne bilico tra jazz, rock, pop e psichedelia.
I Caravan, con il loro stile solare e fiabesco e i loro frequenti cambi di formazione, possono essere scelti (assieme ai più sperimentali Soft Machine e Henry Cow) come il gruppo più rappresentativo del fitto intreccio di artisti e band che hanno popolato la piccola cittadina inglese a inizio 70. "In The Land Of Grey And Pink" è il loro terzo album, quello in cui la magica alchimia di atmosfere surreali, leggerezza e sapore jazz raggiunge il suo apice stilistico e espressivo.

Dietro a questa creatura floreale e colorata stanno in primo luogo i quattro membri del gruppo: il sottovalutato Richard Sinclair, cantante e bassista di raro gusto per la melodia, il cugino David Sinclair, tastierista di matrice blues e leader del gruppo, il chitarrista Pye Hastings, lasciato un po' in disparte salvo le rare apparizioni alla voce. Un capitolo a parte merita Richard Coughlan, batterista del gruppo: tra i pochi in ambito jazz-rock a sviluppare una sintesi tra ritmi rock e tocco jazz, piuttosto che il contrario. Vi è poi l'appoggio di Jimmy Hastings ai fiati, specialmente sax e flauto, e del produttore David Hitchcock.
Impossibile non parlare della copertina, una delle più celebri tra gli appassionati e già paradigmatica, con quel suo paesaggio da villaggio dei nani tinto di grigio e rosa, dello spirito che permea l'intero album.
Spirito incarnato perfettamente dalla prima traccia, "Golf Girl": un breve e sobrio assolo di quella che probabilmente è una tromba, e ci si ritrova catapultati su un campo da golf a prendere una tazza di tè assieme a una "golf girl dressed in Pvc", con Pye Hastings che suona spensieratamente la chitarra sotto a un albero e la voce vellutata di Richard Sinclair che lascia spazio a una ponte spiccatamente blues di hammond e mellotron, seguito dalla ripresa della strofa, questa volta arricchita dalle evoluzioni tastieristiche e flautistiche di David Sinclair e Pye Hastings. Quello che apre il disco è un piccolo ricamo pop dall'insospettabile capacità di infilarsi dalle orecchie nella testa e non andarsene più per ore o giorni.

E' un paio di belle strofe folk ad aprire la seconda traccia, "Winter Wine", che a tradimento si trasforma in un'avventura fantasy di draghi e maghi, attaccata da taglienti accordi d'organo che rendono la canzone la più vicina al progressive "comunemente inteso" dell'intero album. Il lento ma inesorabile crescendo è solo momentaneamente sospeso da una sezione più rilassata, con un drumming mai così jazzistico, e permeata dal senso di attesa che sfocia nel magistrale assolo di David Sinclair al fuzz organ, sostenuto dall'incalzare della batteria e dal pulsare del basso di Richard Sinclair, autentica seconda voce. La ripresa del cantato culmina nel solare "we'll be together all the time" e prelude al finale di un brano sorprendente per la sua capacità di fondere leggerezza e tensione senza mai farle scontrare.
La successiva "Love To Love You (And Tonight Pigs Will Fly)", cantata da Pye Hastings è un'allegra canzone pop, basata su un semplice accompagnamento do-fa-sol maggiori. I fraseggi di chitarra che spezzano le strofe sono notevoli, e l'assolo conclusivo di flauto vede un Jimmy Hastings in piena forma, ma nel complesso il pezzo rimane piuttosto banale, anche se accattivante.

La title-track "In The Land Of Grey And Pink" è forse la traccia che meglio incarna il gusto gioioso e scherzoso del gruppo, con un testo delirante, ricco di giochi di parole e humor inglese ("In the land of grey and pink / where only boy scouts stop to think") e con un accompagnamento essenziale: basso, chitarra in maggiore e batteria praticamente all'unisono. E' di nuovo la calda voce di Richard Sinclair ad accompagnare attraverso le assurdità e le bellezze del paesaggio della copertina e, quando dal nulla si materializza come pioggerella sottile il luminoso intermezzo di pianoforte, ci si aspetterebbe di veder spuntare da qualche parte un arcobaleno rosa e grigiolino.

Il picco stilistico, espressivo e creativo è tuttavia la monumentale "Nine Feet Underground", suite in gran parte strumentale che occupava per intero la seconda facciata dell'edizione in vinile. Il pezzo deve il titolo al semi-interrato in cui viveva David Sinclair quando ha composto le tre canzoni, poi fuse a formare le otto parti di cui si compone. A dispetto della sua origine frammentata, la musica scorre ininterrottamente per 23 minuti, le cui innegabili prolissità sono totalmente messe in ombra dall'eccezionalità ritmica e melodica del complesso. Sostanzialmente, la suite è composta da due parti cantate, raccordate da una serie di lunghe divagazioni strumentali ricche di quei vertiginosi passaggi piano-forte e dei riff fulminanti che caratterizzano lo stile del gruppo e di altre band affini come i Camel o i futuri Hatfield & The North. La composizione è dominata da David Sinclair, che sperimenta con classe tutti i registri del suo organo, da quelli più puliti a quelli più ruvidi. Un ampio spazio viene lasciato alle acrobazie del basso e alla compostezza della batteria, mai sopra le righe e mai sotto tono, ma sempre a alimentare a pieno regime il motore jazz-rock del gruppo. Notevolissime entrambe le sezioni cantate e le parti immediatamente successive: la prima un coinvolgente crescendo di evoluzioni e abbellimenti su uno stesso tema, la seconda governata da una travolgente frase di chitarra che irrompe dal nulla e, irrobustita da tutti gli strumenti, fa convergere il brano verso l'energico finale.

La versione riedita su cd dalla Decca nel 2001 contiene cinque brani aggiuntivi, dei quali "You Don't Know Its Name Alias The Word" è l'unica a non lasciare il tempo che trova. Le rimanenti quattro sono versioni di prova delle canzoni dell'album, interessanti solo fino a un certo punto.
Dopo "In The Land Of Grey And Pink", David Sinclair lascia il gruppo per formare i Matching Mole con Robert Wyatt, e di lì a poco se ne va anche il cugino, prima negli Hatfield & The North e poi nei Camel. La band prosegue suo malgrado con due album coinvolgenti, anche se oramai lontani da quel modo vivace e spensierato di fare musica come se fosse la cosa più facile del mondo, giocando, scherzando e stregando con la più assoluta naturalezza.

(27/10/2006)

  • Tracklist
  1. Golf Girl
  2. Winter Wine
  3. Love to Love You (And Tonight Pigs Will Fly)
  4. In the Land of Grey and Pink
  5. Nine Feet Undergound
    a. Nigel Blows a Tune
    b. Love's a Friend
    c. Make It 76
    d. Dance of the Seven Paper Hankies
    e. Hold Grandad By the Nose
    f. Honest I Did!
    g. Disassociation h. 100% Proof

    Bonus Tracks:
  6. I Don't Know Its Name (Alias The Word)
  7. Aristocracy
  8. It's Likely to Have a Name Next Week
  9. Group Girl
  10. Disassociation / 100% Proof


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