Bruce Palmer

The Cycle Is Complete

1971 (Verve Forecast/ Collector's Choice) | psychedelic rock

Un tempo, quando si parlava di un disco di culto, poco conosciuto dal pubblico, ma di immenso valore estetico, e si doveva darne esempio, si soleva citare questo straordinario capolavoro, per anni restato preda dei vampiri del disco raro e solo da poco tempo disponibile in versione rimasterizzata su compact disc.
Bruce Palmer, scomparso qualche anno fa, era il bassista dei Buffalo Springfield, formazione che vedeva militare tra le sue fila i talenti di Neil Young e Stephen Stills.
Prima dei Buffalo, sull'onda dell'invasione del "British Power", il giovane Bruce entrò nella band Swinging Doors, con base a Toronto, per poi passare coi Jack London & The Sparrows. Nessuna incisione testimonia queste prime collaborazioni. Poi Bruce si unisce ai Mynah Birds che, nel 1966, potranno contare anche su Neil Young come chitarrista. Subito dopo il gruppo firmò un contratto con la mitica Motown Records di Detroit. La band si sciolse, a causa della repentina chiamata alle armi del vocalist Ricky James Matthews.
Young e Palmer scesero a Los Angeles. Poi la gloria. E questo basti per la storia.

Questo stralunato, magnifico album lunare è nato da una session ove rock, psichedelia, jazz e suggestioni orientali si fusero spontaneamente in una lunga suite, introdotta da un oboe, "Alpha-Omega-Apocalypse", ambrata con rari incensi e spezie colorate. Musica free-form, suoni che sbucano dal nulla, organi che fanno capolino beffardi, violini sinuosi che danzano antiche movenze erotiche su estasi elettroacustiche. Percussioni abbozzate, ora dimenticate per poi essere riprese. Abbandoni e subitanee passioni. Improvvisazione febbrile, trance psichedelica, odore di sacro happening, effimero irripetibile. In alcuni intenti alchemici l'opera ricorda l'esperienza per certi versi simile compiuta qualche mese prima dalla band inglese Third Ear Band.

Il vecchio amico Ricky James Matthews vocalizza qua e là inserendo trasognati mantra vocali lisergici, distratti da mille cose in uno studio ricco di strumenti insoliti e strani. "Oxo", su tutte, porta i ricami arabeschi di Matthews come segno distintivo, come sogno distintivo. La voce sgorga da ancestrali angoli e fluisce come in stato di semi-coscienza. Sentori di spezie che si fanno forti, colori di curcuma. Strumenti inusuali, basso wah wah impertinente, mantra strumentali intonati assieme a membri dei Kaleidoscope distesi per l'occasione sul medesimo tappeto persiano.
"The Cycle Is Complete" è fondamentalmente un album strumentale.

Nulla si seppe, poi, del visionario Palmer. Si dileguò nelle ambrate nebbie californiane. Pare essere stato avvistato in Tibet anni dopo, ma le fonti non sono mai state confermate.
All'inizio degli anni 80 suonò ancora in qualche concerto con la band di Neil Young, per poi ricomparire ancora una volta nel nulla.
Ma poco importa. Nonostante all'epoca della sua pubblicazione fu un disastro commerciale, "The Cycle Is Complete" ancora oggi svetta tra i dischi più belli di tutti i tempi. Un lavoro eletto, senza tempo e spazio, un'opera mistica e unica che conserva ancora oggi la sua impressionante freschezza e carica innovativa, inebriata di infinito, in odore di santità.
Un disco indispensabile che non può mancare in nessuna collezione.

 

 

(10/05/2009)

  • Tracklist
  1. Alpha-Omega-Apocalypse
  2. Interlude
  3. Oxo
  4. Calm Before The Storm


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