Okkervil River

Down The River Of Golden Dreams

2003 (Jagjaguwar) | folk-rock

Avete mai sostato lungo il fiume dei sogni dorati?
E' là che è possibile trovare quei fantasmi che scrutano nel profondo degli occhi attraverso il vetro di una finestra: il cuore sanguinante di un criminale di guerra e un fratello in cerca di conforto nella notte, Saulo caduto a terra dal proprio cavallo e la luce di una stella già morta da millenni… e forse anche la storia di un gruppo di ragazzi del New Hampshire, incontratisi tra le mura anonime di una scuola uguale a centinaia di altre, che un giorno hanno deciso che il loro compito nella vita sarebbe stato quello di essere un totale fallimento. Un fallimento da professionisti. E così si sono messi insieme per dare vita a una band.

Se davvero, come sostengono gli Okkervil River, questo loro terzo album deve essere considerato un disco "d'acqua", non è certo a placide onde che lambiscono la spiaggia che si deve pensare, quanto piuttosto agli abissi di oceani popolati dalle misteriose creature di qualche vecchia storia marinaresca, come la piovra antropomorfa che compare sulla copertina di "Down The River Of Golden Dreams".

D'altro canto, questo è il minimo che ci si possa aspettare da una band che ha tratto il proprio nome da quello di un fiume nei pressi di San Pietroburgo, citato in un racconto della scrittrice Tatjana Tolstoja, discendente nientemeno che di un certo Tolstoj… E proprio come se provenisse da personaggi usciti dalle pagine di un romanzo russo, la musica degli Okkervil River brucia di una drammaticità esistenziale, che pretende di esprimersi con un'insopprimibile urgenza.

Nasce così uno dei dischi più intensi dell'anno, registrato a San Francisco da quel pugno di "beautiful loser" di cui si diceva all'inizio, avventuratisi alla scoperta del dorato mondo californiano presso gli studi Tiny Telephone di John Vanderslice (uno capace di intitolare tranquillamente un proprio brano "Bill Gates Must Die"…).
Dopo una breve e sghemba introduzione, le chitarre acustiche e il pianoforte incominciano subito a tessere la loro trama, su cui l'hammond distende dense pennellate di colori impressionisti, lasciando sbocciare steli di slide e mandolino, petali discreti di violino e fisarmonica e palpitanti corolle di batteria e spazzole. Ed ecco la voce meravigliosamente sgraziata di Will Scheff tenere prima in sospeso la propria tensione, per poi lasciare che si innalzi fino a incendiare l'orizzonte in un grido sempre consapevole della propria fragilità: "So just reach inside yourself and find the part that still needs help / find that part in someone else and you'll do good" (da "Blanket And Crib").

Del resto, le collaborazioni con Daniel Johnston sul precedente album, "Don't Fall In Love With Everyone You See", e con Julie Doiron (già negli Eric's Trip) in un recente Ep, la dicono lunga su quali siano gli eroi degli Okkervil River. Una musica rurale, la loro, che richiama subito alla memoria il fascino enfatico di Bright Eyes o, risalendo più indietro nel tempo di qualche anno, dei Violent Femmes, inserendosi in quel filone cantautorale americano rappresentato da nomi come Lullaby For The Working Class, Pedro The Lion o Songs:Ohia.

Ma le melodie viscerali e struggenti di "It Ends With A Fall", "The War Criminal Rises And Speaks" o "The Velocity Of Saul At The Time Of His Conversion" (nuova versione di un brano già presente sull'ancora acerbo esordio "Stars Too Small To Use" del 2000) parlano una lingua assolutamente personale, ponendo instancabili interrogativi sul senso del tempo, sul legame tra delitto e castigo, sulla radicalità dell'amore e dell'odio e sul dissolversi dei propri progetti come sabbia nel vento.

Un grido capace di trasformarsi in sussurro di poetica dolcezza quando l'oscurità avvolge ogni cosa e lascia solo la luce di "Yellow", "Maine Island Lovers" o "Dead Faces" a rischiarare la terra: "With your body next to mine / its sleepy sighing sounds like waves upon a sea too far to reach" (da "Seas Too Far To Reach").
E forse è proprio "un mare troppo lontano da raggiungere" il desiderio che anima il cuore: ma dalla riva del fiume dei sogni dorati si leva un'eco che non si stanca di indicare la strada verso l'oceano.

(29/10/2006)

  • Tracklist

1 Down the river of golden dreams
2 It ends with a fall
3 For the enemy
4 Blanket and crib
5 The war criminal rises and speaks
6 The velocity of Saul at the time of his conversion
7 Dead faces
8 Maine Island lovers
9 Song about a star
10 Yellow
11 Seas too far to reach

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