SMITHS - MORRISSEY - You Are The Quarry

2004 (Attack records)
pop

L’attività discografica di Steven Patrick Morrissey, dall’esordio con gli Smiths (1983) sino a “Maladjusted” (1997), è stata intensissima, senza pause, nonostante la prematura dipartita della band di Manchester e le numerose difficoltà che hanno caratterizzato la sua carriera solista. Rimpiazzare Johnny Marr per certi versi si è rivelato impossibile, inoltre i processi legali sui diritti d’autore (unico aspetto che ancora legava Morrissey dagli altri ex-Smiths) e le continue grane con il mondo discografico si sono materializzati in sette anni di “esilio”.

A dire il vero, in questo interminabile lasso di tempo Morrissey non ha mai smesso di credere in se stesso e nelle persone che gli sono rimaste vicine. Se da una parte le difficoltà ad accasarsi presso una label che lo soddisfasse pienamente gli impedivano di comparire sugli scaffali dei negozi di dischi, dall’altra la volontà di proseguire per la propria strada lo portava in tour per mezzo mondo senza nuovi album da promuovere.

Proprio durante la fortunata tournée del 2002, nella quale venivano eseguite alcune canzoni inedite, venne stipulato un accordo con la Sanctuary Records, che accettò di pubblicare le nuove canzoni scritte insieme a White, Boorer, Day, componenti del gruppo e fedeli collaboratori dai tempi di “Your Arsenal”. Accompagnato da un discutibile quanto significativo artwork e anticipato dal singolo power pop di “Irish Blood English Heart” (uscito in due versioni contenenti b-side diverse) viene ora pubblicato “You Are The Quarry” per la Attack Records (gruppo Sanctuary).

Sin dai primi minuti di ascolto ci si rende conto che non si tratta di un Morrissey geneticamente modificato e plasmato da un’industria discografica dedita al recupero di vecchie glorie consumate, da sfruttare in un periodo particolarmente revisionista come quello attuale. Questa è la rivincita voluta e sofferta di un uomo che alla bellezza di 45 anni rimette in gioco se stesso conservando intatti personalità e stile.

Se qualcuno ancora non si fosse fatto un’idea ben precisa del Morrissey solista, “You Are The Quarry” potrebbe essere l’occasione giusta. Il songwriting non si discosta eccessivamente dagli album più recenti, si scorgono affinità soprattutto con “Vauxhall & I” e “Maladjusted”, ma grazie alla brillante produzione di Jerry Finn (Green Day, Blink 182) il sound complessivo gode di un grande dinamismo e di una timbrica pulita ed efficace, che contribuiscono a renderlo un prodotto decisamente al passo con i tempi, all’altezza delle migliori proposte dell’attuale panorama pop mainstream.

Morrissey è in splendida forma, ancora capace di emozionare con morbide melodie disegnate dalla sua calda voce rassicurante che domina in tutte le 12 tracce, grazie anche a un’essenziale e precisa sezione ritmica, sulla quale trovano riscontro delicate trame di chitarra e tastiere, alternate a distorsioni sature e a un moderato uso di loop e synth. Per nulla scontati i testi delle canzoni: la dialettica di Morrissey è molto incisiva, semplice, diretta e intrisa di ironia; caratteristiche che da sempre lo contraddistinguono e che sono sufficienti a filtrare il flusso di sensazioni in bilico su quella sottile linea emotiva che separa amore e odio. Eloquente in questi termini “America Is Not The World”, dove il modello americano all’insegna di libertà e pari opportunità viene messo in discussione, così come Oliver Cromwell e i regnanti inglesi in “Irish Blood English Heart”.

In “I’m Not Sorry”, Morrissey non rinnega nulla di ciò che ha detto o fatto in passato, mentre in “The World Is Full Of Crashing Bores” (uno dei vertici dell’album) tira in ballo l’opportunismo e la mediocrità che dilagano nel mondo, un tema rivolto in modo specifico ai suoi detrattori in “How Can Anybody Possibly Know How I Feel?”. C’è spazio anche per la sensualità di “Let Me Kiss You” e per la commovente introspezione di “Come Back To Camden” (altro pezzo forte della raccolta), mentre stanno nell’irresistibile crescendo di “I Have Forgiven Jesus” alcuni tra i versi migliori dell’album, rivolti direttamente a Gesù Cristo ed esaltati da un’interpretazione magistrale.

“You Are The Quarry” è un album compatto e ispirato, che ripagherà pienamente tutti i fan di Morrissey dell’estenuante attesa degli ultimi anni e, più in generale, non deluderà chi nel terzo millennio ancora necessita di belle melodie legate a grandi testi.

12/12/2006

Tracklist

  1. 1. America Is Not the World
  2. 2. Irish Blood, English Heart
  3. 3. I Have Forgiven Jesus
  4. 4. Come Back To Camden
  5. 5. I'm Not Sorry
  6. 6. The World Is Full Of Crashing Bores
  7. 7. How Can Anybody Possibly Know How I Feel
  8. 8. First of the Gang to Die
  9. 9. Let Me Kiss You
  10. 10. All The Lazy Dykes
  11. 11. I Like You
  12. 12. You Know I Couldn't Last

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