Damien Rice

O

2004 (14th Floor) | songwriter

Musica di un altro tempo, o forse di nessuno, il dolore scorre come un fiume pieno di empatica malinconia tra i solchi di questo meraviglioso dono d’inizio anno; la poesia contenuta nelle dieci tracce di "O" riscalda il cuore dal freddo invernale molto meglio di qualsiasi palliativo alcolico, genera le stesse emozioni di un abbraccio, un bacio, un addio. E’ sofferenza che emana tepore attraverso la catarsi, che accarezza il fondo dell’anima, sospira mesta all’orecchio parole di ghiaccio che prendono fuoco e si involano lontano.

Nativo d’Irlanda, Damien Rice è un personaggio atipico nel panorama musicale internazionale, basti pensare che questo disco fu registrato e pubblicato oltremanica ben due anni fa, riscuotendo successo lentamente, come lenti sono i suoni ivi contenuti, sino a raggiungere la meritata notorietà. Persona schiva e lontana dall’egocentrica estetica rock, il nostro in passato (compone e suona dall’età di tredici anni) si era ritratto a un passo dalla fama, abbandonando il gruppo in cui suonava (i Juniper) poco prima di siglare il contratto discografico, preferendo comporre per sé, in ambiente casalingo, senza la pressione esercitata dalla mitizzazione mediatica. "O" è stato registrato in questo modo, su un 8 e un 16 piste, parto generato da un’urgenza artistica tutta personale e originale, insieme alla amica-ispiratrice Lisa Hannigan (seconda voce). Il risultato è un album "concreto" nella sua immediatezza, i cui fruscii ne enfatizzano la sincerità, il desiderio di mettere a nudo la propria anima grazie a una straordinaria capacità compositiva e interpretativa. L’apparato strumentale è povero: la chitarra acustica domina tessendo docili trame dolci-amare, basso e violoncello costruiscono il soffice tappeto su cui muoversi piano e in punta di piedi, qualche altro elemento (violino, piano, clarinetto, chitarra elettrica) arricchisce la tavola cromatica dell'opera. E poi la voce, così prostrata eppur sognante, lieve ma decisa, triste ma empia di speranza.

"Delicate" apre alla poesia schiudendo le porte della malinconia, ed è già tutto lì: gli archi, le ferite arrecate dalla vita, il desiderio di ripartire pur se a pezzi. "Volcano", jazzata e vagamente trip-hop nella ritmica (pur in assenza di qualsivoglia intrusione elettronica), termina con un lungo brivido finale consegnato agli intrecci leggiadri tra i due vocalist (ed è il sublime a prendere la parola). "Older Chests" avvolge il cuore infondendogli vita ("We all seem to need a help" recita all’inizio e pieno di dolore Rice, con la stessa potenza dimessa di "Bridge over trouble water"). "Cheers Darling" è innervato dall’ebbrezza sarcastica del protagonista, che tra tintinnii di bicchieri brinda all’amante dell’amata, interrogandosi sul senso della propria esistenza e danzando su uno spagnoleggiante giro di chitarra. "I Remember" presenta invece una struttura dicotomica che colpisce: la prima parte è affidata al country cantato dalla Hannigan, dolce cinguettio di un cuore colmo d’amore. Il cambio, ritmico e strumentale, introduce a un secondo tempo colmo di rabbia e iroso rifiuto (dell’amato): la musica s’incendia assumendo toni possentemente "seventies" (quasi ledzeppeliniani) e Damien rivela una grande capacità espressiva anche tra i marosi di una tempesta, elevando un grido nel mezzo dell’apocalisse, che tocca le corde più intime. La chiusura è affidata alla lunga e composita "Eskimo", in cui la Hannigan rivisita addirittura la popolare "Silent Night" lasciando di stucco con la sua angelicità.

I precedenti storici di Damien Rice sono immediatamente individuabili: David Gray, i Buckley (soprattutto il padre e la sua enorme capacità di comunicare il dolore), Donovan, Nick Drake, insomma tutto il cantautorato d’autore che dalla malinconia ha tratto un’enorme fonte d’ispirazione. La tragicità di questi modelli si affianca però in questo caso a una latente, strisciante ma penetrante speranza, donata, lo ripetiamo, dalla stupenda catarsi attraverso cui la fenice, dalle ceneri, risorge.

(12/12/2006)

  • Tracklist

1. Delicate
2. Volcano
3. The blower's daughter
4. Cannonball
5. Older chests
6. Amie
7. Cheers darlin'
8. Cold water
9. I remember
10. Eskimo

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