Eels

Blinking Lights And Other Revelations

2005 (Vagrant) | alt-pop

Vi è mai capitato, alla sera, di rimanere immobili nella penombra a fissare le luci intermittenti dell'albero di Natale, riflettendo sul senso della vita? Se la vostra risposta è sì, avete ottime possibilità di risultare subito simpatici a Mark Oliver Everett. Perché è proprio guardando accendersi e spegnersi ritmicamente quelle luci colorate che il bizzarro personaggio meglio noto come Mr. E ha concepito quello che lui stesso non esita a definire "la madre di tutti gli album degli Eels".
Un'intuizione semplice e perfetta, la sua: la vita funziona proprio come quelle luci, è fatta di un incessante alternarsi di momenti in cui ogni cosa sembra svelare il suo significato e di momenti in cui tutto sembra ripiombare nell'oscurità. L'unica cosa che conta è rimanere attaccati a quegli istanti di rivelazione, lasciando che diventino la strada da seguire.

"Blinking Lights And Other Revelations" è un disco che viene da lontano: il tema portante dell'album risale addirittura al 1997 e i brani che lo compongono sono stati scritti da Everett nel suo scantinato a Los Angeles nel corso degli anni, nelle pause tra un disco o un tour e l'altro. Non c'è da stupirsi, allora, che il sesto disco degli Eels si presenti come un ambizioso doppio album, che raccoglie ben 33 nuove composizioni per oltre un'ora e mezza di musica. Il precedente "Shootenanny!", confessa oggi E, non era altro che una sorta di passatempo registrato in una manciata di giorni durante la complessa lavorazione di "Blinking Lights And Other Revelations": e in effetti, questo nuovo, mastodontico lavoro, pur non raggiungendo i vertici di intensità di un album capace di inchiodare l'anima come "Electro-Shock Blues", si presenta sin da subito come il più brillante disco degli Eels dai tempi di "Daisies Of The Galaxy", di cui suona a tutti gli effetti come il diretto successore.

Sono una vera e propria enciclopedia eelsiana i due cd di "Blinking Lights And Other Revelations". Ci sono i classici accordi cristallini di chitarra acustica, fatti apposta per accarezzare la ruvida voce di Mr. E nei suoi più intimi sussurri. Ci sono le inconfondibili giostre indie-pop di cui gli Eels sono sempre stati maestri, piene di voci filtrate, tastiere allegramente vintage, rintocchi di batteria e giocattoli elettronici, con persino una escursione dalle parti di "Beautiful Freak" in "Sweet Li'l Thing". E ci sono le ballate pianistiche alla Randy Newman, il cui campionario è stavolta migliore che mai, dalla vecchia "Suicide Life" a quella "The Stars Shine In The Sky Tonight" che raggiunge la purezza liederistica di una "I Think It's Going To Rain Today".
Tutti elementi che conducono gli Eels a coronare in "Blinking Lights And Other Revelations" il loro suono perfetto, con quella luccicante pulizia di archi, fiati, tastiere e campanellini che riesce a essere sempre misurata e non sovrabbondante.

L'unico limite di un'opera del genere, semmai, è proprio quello di fare da perfetto "bignami" di una carriera, spingendosi a volte ai limiti dell'autoplagio: lo spunto da cui prende le mosse "Trouble With Dreams" non è forse lo stesso di "Flyswatter"? E "Whatever Happened To Soy Bomb" non sembra forse una versione riveduta e corretta di "Grace Kelly Blues"?
Ma, come ha scritto Riccardo Bertoncelli a proposito dell'ultimo disco di Beck (il cui approccio, guarda caso, non sembra troppo distante da quello degli Eels di "Blinking Lights And Other Revelations"…), piuttosto che preoccuparsi di "scovare certi accostamenti come un perverso Memory", è molto meglio arrendersi alla semplicità della musica: il punto, allora, si sposta da un'idea di originalità in ultima analisi fine a sé stessa a un sguardo capace di concentrarsi senza pregiudizi sull'ispirazione dell'artista.

E nelle canzoni di "Blinking Lights And Other Revelations", di ispirazione ce n'è a bizzeffe.
Basta ascoltare il party nella casa dei fantasmi di "Old Shit / New Shit", che con la sua spigliatezza dolceamara si libra tintinnando tra gli ululati di qualche amichevole spettro. È lo stesso E, del resto, a riconoscere che c'è una sorta di "ghostly sound" in questo disco: "Forse perché vivo con un mucchio di fantasmi", aggiunge.
Ancora, come si può resistere allo spregiudicato incontro tra Van Morrison e Smash Mouth di "Hey Man (Now You're Really Living)" o alla sarabanda di organo e tastiere che nasce in coda all'incalzante ticchettio di "Trouble With Dreams"? Oppure, nel lato più intimistico, come non innamorarsi del delicato country-folk di "Railroad Man" o del blues scavato di amarezza di "I'm Going To Stop Pretending That I Didn't Break Your Heart"?

Se con "Shotenanny!" E sembrava avere disperso il suo talento in troppi progetti collaterali, tra pseudonimi, colonne sonore e b-sides, stavolta il songwriter americano ha deciso di stipare in un unico album tutte le sue multiformi visioni, creando una sorta di concept che si dipana seguendo il leit motiv del "tema delle luci intermittenti".
Un tema che ritorna in una serie di brevi brani strumentali, leggeri e ariosi come le composizioni scritte da Badly Drawn Boy per la soundtrack di "About A Boy", e che in "Blinking Lights (For Me)" trascolora nel ricordo di un incidente aereo cui Everett ha assistito da piccolo, proprio vicino alla sua casa natale in Virginia: da allora, stando al sottotitolo della canzone, l'uomo chiamato E avrebbe imparato a smettere di preoccuparsi e ad amare gli aerei, gli incidenti stradali e la sofferenza psichica…

In "Souljacker" e "Shootenanny!", gli Eels si presentavano quasi come una vera e propria rock-band: in "Blinking Lights And Other Revelations", invece, al centro torna a esserci solo Mark Oliver Everett, in tutta la nudità delle sue confessioni, ritrovando il gusto di divertirsi ad alambiccare con la propria musica.
Accanto a lui, come di consueto, oltre ai fedeli batteristi Butch e Puddin', al bassista Kool G Murder e al chitarrista Chet, c'è un lista di ospiti illustri: da Peter Buck, che aveva già collaborato a "Daisies Of The Galaxy" e che contribuisce a rendere dolcemente remmiana la splendida "To Lick Your Boots", a Tom Waits, che latra da par suo in "Going Fetal", fino a John Sebastian dei Lovin' Spoonful, che suona l'autoharp nella strumentale "Dusk: A Peach In The Orchard". Ma soprattutto, c'è il debutto del nuovo cane di Mr. E, Bobby jr., che introduce con il suo guaito il valzerino di "Last Time We Spoke", facendo rodere di invidia il gatto Slinky, solo menzionato nel testo di uno dei primi classici degli Eels, "Fucker"…

La bucolica immagine della copertina è una fotografia giovanile della madre di Everett, morta nel 1998 per una grave malattia, e anche il booklet è pieno di vecchie foto di famiglia dalle tinte seppia. Una famiglia su cui sembra gravare l'ombra di quella maledizione che ha preso prima il padre di E, stroncato da un infarto quando il figlio era ancora adolescente, e poi la madre e la sorella, il cui suicidio è al centro di "Electro-Shock Blues". Persino la cugina di E è rimasta uccisa sull'aereo che si è schiantato sul Pentagono l'11 settembre…
"Is the curse stronger than me or am I stronger than the curse?", si chiede E in "Checkout Blues". Ma non c'è disperazione, nella sua voce. Anzi, in "Things That Grandchildren Should Know" il leader degli Eels arriva a conciliarsi definitivamente anche con la memoria del padre, rendendosi conto di non essere mai riuscito a comprenderlo davvero. "I feel like he's here with me now/ Even though he's dead".

Secondo le parole dello stesso E, "Blinking Lights And Other Revelations" è un disco su Dio e su tutte le domande legate al tema di Dio, un disco che parla di aggrapparsi ai propri residui brandelli di sanità e del cielo azzurro che arriva il giorno dopo un terribile temporale: è una lettera d'amore alla vita stessa, "in tutta la sua meravigliosa, orribile gloria".
Il fatto è che il mondo sembra essere un luogo folle e ostile. A volte è come essere l'ultimo macchinista dell'era delle ferrovie, quello che in "Railroad Man" guarda tristemente finire i giorni delle strade ferrate: "Things are faster now, this train is just too slow".
Non bastano i sogni, a sostenere la vita. Il guaio con i sogni, ammoniscono gli Eels in "Trouble With Dreams", è che non si realizzano, e quando si avverano ormai non possono più raggiungerti.
Piuttosto, è l'aspirazione a un luogo a cui appartenere che può riaprire il cuore alla realtà: un luogo dove lasciare che l'acqua lavi ogni menzogna, come canta E nella fluttuante e soffusa "In The Yard, Behind The Church".

Allora la vita ritrova la sua verità e puoi dire finalmente, come in "Hey Man (Now You're Really Living)", di "stare davvero vivendo", sia quando ti ritrovi disteso sul pavimento a gridare fino a quando non ce la fai più, sia quando sei innamorato di una ragazza che ti fa sentire come se il mondo non fosse cattivo.
Solo così il destino può diventare una strada da percorrere, e non più una maledizione incombente: "It's not where you're coming from, it's where you're going to / And I just wanna go with you", è la conclusione di "The Stars Shine In The Sky Tonight".
Non resta che tornare a guardare il cielo profondo della notte: "The sky is dark now / But it's the best dark I ever had". Tra le luci intermittenti, stavolta, quella che si è accesa è davvero una stella.
  • Tracklist
Disc 1
1. Theme From Blinking Lights
2. From Which I Came / A Magic World
3. Son Of A Bitch
4. Blinking Lights (For Me)
5. Trouble With Dreams
6. Marie Floating Over The Backyard
7. Suicide Life
8. In The Yard, Behind The Church
9. Railroad Man
10. The Other Shoe
11. Last Time We Spoke
12. Mother Mary
13. Going Fetal
14. Understanding Salesmen
15. Theme For A Pretty Girl That Makes You Believe God Exists
16. Checkout Blues
17. Blinking Lights (For You)

Disc 2
1. Dust Of Ages
2. Old Shit / New Shit
3. Bride Of Theme From Blinking Lights
4. Hey Man (Now You're Really Living)
5. I'm Going To Stop Pretending That I Didn't Break Your Heart
6. To Lick Your Boots
7. If You See Natalie
8. Sweet Li'l Thing
9. Dusk: A Peach In The Orchard
10. Whatever Happened To Soy Bomb
11. Ugly Love
12. God's Silence
13. Losing Streak
14. Last Days Of My Bitter Heart
15. The Stars Shine In The Sky Tonight
16. Things The Grandchildren Should Know
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