Canadians

A Sky With No Stars

2007 (Ghost) | pop, indie-rock, emo

Mi trovo tra le mani, quasi per caso, l'esordio sulla lunga distanza dei Canadians, una delle band italiane più chiacchierate dell'ultimo periodo.
Coscienziosamente ascolto l'album ripetute volte, lo analizzo con calma e tento di capire, provando a non farmi influenzare da tutto quanto fino ad oggi detto e ascoltato sulla band, se "A Sky With No Stars", sia davvero l'album indie-rock migliore dell'anno (e non solo in ambito italiano), come mi è capitato di sentir dire ad alcuni, oppure se, come purtroppo spesso accade dalle nostre parti, è solo l'ennesimo tentativo di scimmiottare, senza inventiva ed originalità, stereotipi musicali di oltreoceano.
Mi trovo in un'impasse notevole. Neanche l'ascolto più attento, però, scioglie i miei dubbi sull'argomento. E non ci sarebbe alcun problema se non fosse che questo album devo recensirlo io (ma perché proprio io?)!

Poi, come d'incanto, una sera di qualche giorno fa, in un noto locale "alternativo" di Roma, mi trovo ad ascoltare, prima distratto e, poi, con crescente curiosità ed attenzione, le chiacchiere di due persone. Una avrà intorno ai vent'anni, o poco più, il suo interlocutore, invece, sembra decisamente più adulto. 

"Hai visto? Tra poco vengono a suonare i Canadians qui a Roma. Che figata! L'hai sentito l'album? A me m'ha fatto proprio andare fuori di testa".
"Sono curioso di ascoltarli dal vivo, perché ho ascoltato l'album e sono rimasto un po' deluso. L'Ep d'esordio, quello autoprodotto - The North Side Of Summer - era proprio carino. E pure la cover dei Belle & Sebastian non era niente male. Ma se devo ascoltare i cloni dei Weezer tanto vale che mi vado a ripescare i Weezer!".
"Ecco. Il solito vecchio! I Canadians spaccano! È proprio il fatto che ci ritrovi i suoni dei Weezer, ma anche quelli dei Grandaddy e i Pavement, che davvero mi entusiasma. Ma tu l'avevi mai sentita una band italiana che suona così internazionale? E poi che produzione della Madonna! Anche se solo su mp3, si sente che il disco è curatissimo: le chitarre suonano splendidamente, gli inserti di tastiere ed elettronica non sono mai fuori posto. La voce è sempre pulita. Ti giuro, proprio un discone. E le melodie? Una serie ininterrotta di potenziali singoli. Tutti i brani".
"No, no. Sulla produzione nulla da dire. Io, che ho il cd, posso dirti che è perfetta, anzi, forse quasi troppo perfetta. Ma sono proprio le canzoni che non mi convincono. Un disco pop dovrebbe essere pieno di brani che ti rimangono in testa al primo ascolto, ma qui neanche uno. Oddio, "Summer Teenage Girl" oppure "Find Out Your 60s" sono proprio canzoni carine, con i loro rimandi ai Beach Boys e alla California, le armonie vocali davvero azzeccate, ma, appena le chitarre diventano troppo aggressive, i veronesi si perdono. Le citazioni di Grandaddy (hai sentito le tastiere sulla title track?), e Weezer sono troppo evidenti. Un gruppo buono per la Myspace generation. Che, non per niente, li ha già proclamati come la next big thing. E poi basta con il rock da college radio, con l'emocore!".

"Allora lo vedi che hai preconcetti? Mi hai citato due dei pezzi più morbidi dell'album che, invece, secondo me per una loro precisa scelta, non è un album di indie-pop, ma un album rock bello e buono, con le chitarre che a momenti diventano quasi hard. Ammetti che sei troppo vecchio oramai per delle belle chitarrone elettriche, come ti piacevano una volta!".
"Forse hai ragione tu, starò invecchiando, ma ci sento addirittura dentro qualcosa dei Foo Fighters, e, sarò un indie-snob, ma non mi pare un gran paragone...!".
"E proprio qui che sbagli! Non hai capito il senso della loro operazione: i Canadians non vogliono continuare a suonare per i pochi sfigati che incontriamo sempre alle serate "alternative". Hanno avuto il coraggio di osare ed hanno sfornato un grande album che potranno tranquillamente vendere anche in Inghilterra e in America. Ma lo sai che sono pure stati segnalati dal NME come una delle band da tenere d'occhio nel 2007?"
"Beh, l'NME ha pure parlato bene dei Babyshambles, se è per questo. E i testi sono un po' banalotti per essere apprezzati da chi capisce bene l'inglese. La voce, poi, mi sembra quella degli Yuppie Flu".
"Ma quali testi banalotti. Io ci sento l'estate. Anzi la tipica malinconia degli ultimi giorni d'estate, sulla spiaggia semivuota. Magari alla luce della luna e con un cielo senza stelle".

Non credo alle mie orecchie. Mi avvicino sempre di più per non perdermi una battuta del dialogo. Prendo appunti.
Vuoi vedere che adesso vado a casa e ho la recensione bella e pronta?
Assorto in questi pensieri non mi accorgo che i "duellanti" si stanno allontanando, avendo oramai ottenuto la loro meritata pinta di birra. Li raggiungo in tutta fretta: "Scusate, ho sentito che parlavate dell'esordio dei Canadians. Ma se gli doveste mettere un voto quale sarebbe?".
"Un otto pieno", mi risponde il primo, "gran disco. Al livello delle migliori produzioni straniere!".
"Io li rimando" replica l'altro, "Un cinque. Devono scrivere canzoni più immediate e personali. Ma la stoffa, secondo me c'è".
"Grazie a tutti e due. Ci si vede al concerto dei Canadians qui il mese prossimo allora?"

(11/10/2007)

  • Tracklist
  1. A Sky With No Stars
  2. 15th Of August
  3. Summer Teenage Girl
  4. Find Out Your 60's
  5. Out Of Order
  6. Last Revenge Of The Nerds
  7. Venus
  8. The North Side Of Summer
  9. Love Story On The Moon
  10. Ode To The Season
  11. Good News
Canadians su OndaRock
Recensioni

CANADIANS

Mitch

(2018 - Bello Records)
L'orecchiabile indie-pop del trio veneto, ricostituito dopo otto anni di assenza dalle scene

CANADIANS

The Fall Of 1960

(2010 - Ghost)
Una conferma nel segno della maturitą per una delle band pił in vista dell'indie italiano

Canadians on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.