Patrick Fitzgerald è stato voce e basso dei Kitchens Of Distinction. Il gruppo più citato nelle recensioni dei dischi di Interpol ed Editors. Come dire: uno che ha indicato la strada. E ad ascoltare la dozzina di canzoni del suo nuovo disco a nome Stephen Hero (come il romanzo mai finito di James Joyce…) anche chi non conoscesse i bei dischi dei KoD capirà il perché. La musica di Fitzgerald è drammatica ed epica, fieramente rock nella sua epidermicità. Ma prima di oggi Patrick non aveva messo a segno un granché nella sua carriera solista. Non con il progetto Fruit, né con i primi dischi (ben quattro) di Stephen Hero. Ma si diceva: “57 Stars Of The Air Almanac” è il riscatto di un grande artista.
Patrick suona tutto, o quasi. Si occupa di pianoforti vari, chitarre e bassi, sia acustici che elettrici. A dargli una mano c’è solo il batterista Dave Morgan, se si esclude il cameo su “Early Astronomy” dell’amico di sempre Julian Swales. Il palcoscenico, però, è per la voce, sempre registrata in primo piano davanti a tutto il resto nel mixer. Subito dietro: pianoforte e chitarre a disegnare le melodie. Ma non aspettatevi un album alla Keane. Canzoni come “Oh, Frank” sembrano piuttosto uscire dal canzoniere di Peter Hammill. Mentre una meraviglia come “58th Star” la poteva scrivere solo uno che negli anni 80 anticipava di un lustro lo shoegaze. E pensare che l’incipit del disco poteva far pensare a un pop ampolloso alla Elton John, con quelle trame di pianoforte un po’ barocche. O, per rimanere nell’attualità, a uno come Rufus Wainwright.
Nulla di sconcertante. Oggi l‘indie-pop non lo fanno più neanche i ventenni. E chi era abituato a carezzare il rumore si ritrova a fare i conti con la canzone d’autore. E con l’età. Il compromesso trovato da Patrick Fitzgerlad appare illuminante: prendere quel tanto che basta dal mondo del rock classico per supplire alla mancanza di feedback e irruenza. E conforta sapere che c’è chi invecchia senza guardarsi sempre alle spalle. O quasi. Perché la scoppiettante “Welcome Home!” ricorderà ai nostalgici la pungente psichedelia dei Kitchens Of Distinction.
29/10/2007