Eddie Vedder

Into The Wild (Music From The Motion Picture)

2007 (J-records) | rock

Dal bestseller di Jon Krakauer, "Into The Wild" racconta la storia (realmente accaduta) di Christopher McCandless (interpretato da Emile Hirsch) che, fresco di college e con rosee prospettive per la sua vita futura, decide d’intraprendere un viaggio alla ricerca dell’avventura.
L’incontro con persone di ogni tipo e l’immersione totale e conflittuale nella natura saranno esperienze fondamentali per il protagonista e per la sua comprensione del mondo e di se stesso.
Insomma, un film in perfetto stile on the road, diretto da uno dei personaggi dello spettacolo più impegnati in ambito sociale ed ambientalista nell’America di oggi, Sean Penn.

Tranquilli, non avete sbagliato. Non ci troviamo nella sezione Cinemania. Il preambolo serve solo a introdurre il vero argomento della recensione: la colonna sonora del film, infatti, è stata realizzata, tra gli altri, da Eddie Vedder.
Che il frontman dei Pearl Jam fosse pronto a dare sfogo alle sue velleità solistiche, era nell’aria da tempo. Le svariate collaborazioni realizzate nel corso degli anni e il sempre maggior peso che le sue composizioni hanno assunto nella discografia del gruppo di Seattle costituivano più di un utile indizio. La possibilità di collaborare con l’amico Penn è stata l’occasione buona per provarsi nell’inedita (almeno a livello discografico) veste di solista.

Pur essendo concepito come una colonna sonora, il disco presenta tutti i crismi per poter essere considerato un vero e proprio esordio per il cantante. I brani sono undici e molti di essi possiedono la classica struttura della canzone. Tuttavia, si nota subito che una buona metà dei pezzi non vanno oltre i due minuti e mezzo di durata, questo per ovvi motivi legati ai tempi del film. Ad ogni modo, vedremo come quest’aspetto porti, in effetti, beneficio all’opera.

L’album suona esattamente com’è immaginabile che suoni un disco interamente scritto da Eddie Vedder. Per buona parte, vengono in mente dei Pearl Jam epurati dalle tendenze più distorte e irruente, come in "Far Behind", che sembra uscita dalle session del recente disco omonimo del gruppo o da una jam con Pete Townshend. Altrove emergono altri inevitabili riferimenti, come nella springsteeniana "Long Nights" o nella younghiana "Society".
In altri casi, invece, s’impone un’atmosfera che possiamo ben definire vedderiana, come in "Rise" (seppur col fantasma dei Rem di "You Are The Everything") o il brano di punta "Hard Sun", con un riuscito e coinvolgente coro nel ritornello.
I Pearl Jam di "Arc" e "Wasted Reprise" fanno capolino in "The Wolf", mentre con "End Of The Road" Vedder ci regala uno dei pezzi più suggestivi del disco. "Guaranteed" è un congedo dal piglio intimista-acustico, memore di "Soon Forget" (da "Binaural").

In conclusione, il disco si fa ascoltare senza molti sforzi (e in questo, la brevità di alcuni brani costituisce un valore aggiunto piuttosto che una lacuna), per quanto, se non si è fan dei Pearl Jam o comunque dello stile di Eddie Vedder, a tratti ci si potrebbe annoiare. Se si trattasse di un album solista a tutti gli effetti, forse lascerebbe un minimo delusi, ma l’inserimento nel contesto filmico comporta la considerazione anche di altri aspetti. Da questo punto di vista, è una riuscita colonna sonora. In definitiva, Eddie Vedder ci pone di fronte a una scelta: se lo si ama, non ci si stanca mai; se ci lascia indifferenti, allora questo disco non potrà certo convincere i neofiti ad ascoltarlo.

(08/11/2007)

  • Tracklist
1. Setting Forth
2. No Ceiling
3. Far Behind
4. Rise
5. Long Nights
6. Tuolumne
7. Hard Sun
8. The Wolf
9. End of the Road
10. Society
11. Guaranteed
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