Paolo Benvegnu'

Le Labbra

2008 (La Pioggia Dischi) | songwriting

Come se si fosse incrinato qualcosa, se un vento disturbante increspasse irregolarmente i cerchi sull’acqua che si muovevano placidi nella sensualità morbida dei “Piccoli fragilissimi film”.
Quattro anni dopo il suo esordio da solista torna Paolo Benvegnù con un altro disco affine al suo predecessore, in “Le labbra” però quel senso di carnalità è diverso da quello del languore in odor di jazz che permeava il disco del 2004.

Dove vai? cosa fai? con chi stai parlando? cosa stai bevendo? Ascoltami!


Quelle di questo nuovo album sono canzoni fatte di passioni oppressive e ossessive, che squarciano con chitarre violente un dopo orgasmo fatto di archi ansimanti e di gocce che scavano “La schiena”, fiere dichiarazioni di amori incendiati e istintivi come “Amore santo e blasfemo”, con le sue punteggiature di fiati e piano, o “La peste” il cui bel pop a due terzi implode in un inquietante alieno free-jazz.

Non vedo più, non sento più/ l’ansia di arrivare sul tuo ventre stanco
depositare il seme senza amare il campo

Tra i cambi di ritmo de “Il Nemico”, estasi apparente di archi e piano, o nella cantabile “La distanza”, retaggio dell’Ep “14-19”, (“tu da me non avrai che l’assenza”) si respira ansia e crisi e c'e' tempo di parlare anche della decadenza di un corpo svenduto e strumento di vendette nella soffusa e jazzata “Interno notte”.

Se è proprio così che mi vuoi/ mettimi in catene e distruggimi

Dopo un arrembante “Ultimo assalto” al rapporto di coppia, il cantautore bresciano rallenta il respiro scivolando nelle rarefazioni acustiche di “Jeremy” e in quelle più elettroniche di “Sintesi di un modello matematico”, per poi perdersi in “Cinque secondi”, gemella de “La peste” nel suo smarrire l’iniziale dolce tristezza in uno scomposto finale jazz.

Nei suoi occhi i miei sogni esplodono

Ma la conclusione del disco è lieta, “1784” è un raggio di solare romanticismo pop che dà un che di sollievo alla fine di un disco intenso e passionale, instabile e mutevole, crudo e bello come sanno essere certe storie d’amore,.
Come un fiore che non vuol morire/ come il sole la danza delle sue parole/ il caldo, il vento.

(04/04/2008)

  • Tracklist
  1. La schiena
  2. Amore santo e blasfemo
  3. La peste
  4. Il nemico
  5. La distanza
  6. Interno notte
  7. L’ultimo assalto
  8. Jeremy
  9. Sintesi di un modello matematico
  10. Cinque secondi
  11. 1784
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