Cats On Fire

Our Temperance Movement

2009 (Johanna Kustannus / How Does It Feel To Be Loved?) | alt-pop

I'm one of the fallen leaves
Covering your garden
Blackened by neglect from you
I fell right through


Da sempre brillante, la scena pop nordica continua a offrire novità freschissime e di grande qualità a un ritmo impressionante. Se da quelle parti l'indubbia primazia va riconosciuta alla Svezia, questa volta una validissima proposta proviene dalla vicina Finlandia, dove nella cittadina di Vaasa all'inizio del decennio si è formato un quartetto che va sotto il nome di Cats On Fire, l'adolescenza dei cui componenti si può facilmente immaginare trascorsa a cibarsi del miglior pop britannico degli ultimi trent'anni.
Gli inizi della band sono stati piuttosto faticosi, contrassegnati solo da un paio di demo e altrettanti Ep tra il 2002 e il 2005, prima dell'album di debutto, "The Province Complains", uscito a inizio 2007 e tuttavia oggetto di limitata distribuzione.

Con questo secondo "Our Temperance Movement" i quattro ragazzi finlandesi sembrano aver fatto un evidente salto di qualità, tanto dal punto di vista dell'efficacia della proposta musicale quanto da quello della visibilità a livello internazionale. L'album, uscito in patria per la Johanna Kustannus, viene infatti adesso ripubblicato dalla piccola ma sempre lungimirante How Does It Feel To Be Loved? (la stessa degli altrettanto ottimi Butcher Boy) e negli Stati Uniti dalla Matinée, ormai consacrata quale vera e propria istituzione in ambito pop.
E di pop nel senso più classico e immediato del termine si tratta nelle dieci canzoni racchiuse in questo lavoro: in apparenza gioiose e solari, accattivanti nelle loro melodie contagiose, ma velate da quella endemica malinconia che sembra essere premessa imprescindibile per realizzare dischi di tal fattura.
Addirittura, il cantante e autore dei testi Mattias Björkas sostiene di provare un certo imbarazzo alla rilettura di alcuni passi dei suoi brani, segno inequivocabile di un'impronta fors'anche un po' naif ma soprattutto di una spontaneità incontaminata, la stessa che traspare da melodie cristalline e frizzanti come l'aria di una mutevole estate nordica, nella quale è sempre dietro l'angolo qualche malinconico scroscio di pioggia.

E così, con non dissimulati accenti smithsiani - assimilabili a quelli di band inglesi dei primi anni 90 quali Gene e Strangelove - prendono forma canzoni che parlano di disillusioni e foglie cadute, ricordi giovanili e immancabili tormenti sentimentali. Eppure, in perfetta coerenza con la tradizione pop, lo spirito è sempre lieve, le canzoni hanno quasi tutte passo svelto, coretti vezzosi e arrangiamenti misurati, che ammantano di un trasognato romanticismo di stampo britannico l'ispirazione twee di base dell'album.
Non mancano nostalgici acquarelli in chiaroscuro, rappresentati dai riusciti passaggi più riflessivi e intimisti quali "Never Sell The House" e "Our Days In The Sun", anche se la cifra più autentica del lavoro può essere individuata laddove la band riesce a bilanciare al meglio questa sua anima leggermente languida con quella più divertita, espressa nell'ironica "Tears In Your Cup" ("Expelled the Marxist ghost/ The cynical consumerist remains/ I suppose I want to be depressed when I/ See you when you're under your favourite spell") e nello scatenato andamento sixties di "Lay Down Your Arms". Ne risulta così una godibilissima rassegna di canzoni dal sapore agrodolce, dalla superficie spensierata ma in realtà animate da un cuore desolato ("in constant search for pain"), da esorcizzare, appunto, almeno per la breve durata di una popsong di tre-quattro minuti. Nella durata e nella forma, i Cats On Fire raggiungono spesso la perfezione, in particolare in brani contagiosi quali "Fabric" e "The Steady Pace", pop songs nelle quali aleggia inevitabile lo spettro di Morrissey, eppure straordinarie nel loro apparire spontanee, senza pretese e splendidamente fuori dal tempo, come solo il pop sa essere.

È tutta qui l'essenza di "Our Temperance Movement", un album che, nella sua semplicità e nella rassicurante familiarità di suoni e tematiche, potrà far innamorare i cuori fragili dei pochi irriducibili amanti del pop, gli stessi tanto ingenui da pensare che, in un mondo migliore, di queste canzoni dovrebbero risuonare tutte le autoradio dei vacanzieri sulle assolate strade estive.

(24/06/2009)

  • Tracklist
  1. Horoscope
  2. Lay Down Your Arms
  3. Letters From A Voyage To Sweden
  4. Never Sell The House
  5. The Steady Pace
  6. Tears In Your Cup
  7. Garden Lights
  8. The Borders Of This Land
  9. Our Days In The Sun
  10. Fabric
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