Delle Coathangers non è che si sappia poi molto, a parte il fatto che sono tutte ragazze provenienti da Atlanta e che “Scramble” è il loro secondo album. Dopo il buon successo delle Vivian Girls, c'era forse da aspettarsela una nuova ondata di giovani rriot-punk arrabbiate con chitarre distorte e tatuaggi in bella vista sugli avambracci. È in fondo una storia che non si è mai davvero interrotta, dai Delta 5 alle Raincoats, passando per Slits, Erase Errata e Bikini Kill, tanto per fare qualche nome. E le Coathengers rientrano appieno in questo romanzo declinato al femminile, sembrando a tratti una sorta di girl group spectoriano stralunato e anfetaminico, incastrato tra il minimalismo del post-punk più afasico e il sixties garage delle più rabbiose e lerce cantine americane.
Eppure alla fine il gioco riesce alla perfezione, una volta infilato l'album nel lettore si entra infatti all'interno di un sinistro mondo popolato da bambole bruciacchiate, filastrocche isteriche e pericolanti scarabocchi di chitarre scassate che danno quel tocco un po' naif e trasandato senza il quale non vi sarebbe reale autenticità. Una canzone vale l'altra, in tutte si ritrova la stessa dolcezza triturata, come un pacchetto gualcito di caramelle finito dentro una betoniera, e quello che conta è soprattutto l'impatto di insieme. Da questa prospettiva sembra quasi di sfogliare un quadernino di rudimentali poesiole intonate da un gruppo di scolarette con un coltello insanguinato nascosto sotto il grembiulino bianco.
Ritmiche vagamente tribali, armonie vocali stucchevolmente pop alternate a urla ubriache, fraseggi smangiucchiati e balbettanti di chitarra sembrano essere gli elementi principali delle Coathengers e la loro musica finisce con il somigliare all'infantilismo cartoonistico e regressivo dei Ramones filtrato attraverso il nervosismo linguacciuto degli Stooges e la nevrosi cerebrale di Captain Beefheart e Fall.
Un esordio che in definitiva, come già detto, seduce e conquista, nel suo essere fuori dai canoni dominanti e assolutamente sopra le righe, conturbante e disturbante in pari misura. Ne sentiremo parlare (forse).
(05/05/2009)


