Ramona Falls

Intuit

2009 (Souterrain Transmissions) | art-rock, avant-pop, psichedelia

Brent Knopf, membro fondatore e testa pensante dell’interessantissimo terzetto di Portland Menomena, ha approfittato della momentanea pausa creativa del suo gruppo maggiore, per mettere in piedi questo progetto parallelo intestato alle omonime cascate dell’Oregon che vede coinvolti numerosi esponenti della scena musicale alternativa di Portland più svariati altri amici e colleghi. Anche in questo disco Knopf si avvale di tale “Digital Loop Recorder”, un’apparecchiatura di sua invenzione, utilizzabile in sede compositiva per produrre e sovraincidere suoni e arrangiamenti, già impiegata con profitto nei lavori dei Menomena.

Il risultato è un disco di art-rock sporcato da tentazioni vagamente avanguaridistiche, giocato per lo più su un’idea fascinosa e ammaliante di psichedelia quasi progressiva, che non disdegna parentesi dal piglio folk né eleganti intarsi strumentali dal profumo cameristico. I riferimenti principali, oltre che alla band di provenienza del nostro (di cui quest’ultimo progetto non è altro che un’ulteriore e del tutto coerente articolazione, a ben vedere), vanno soprattutto in direzione di Flaming Lips e Mercury Rev, ma nella grana sonora delle composizioni della band si ritrovano rimandi anche a Grizzly Bear e a certi Animal Collective, così come agli Eels, rideclinati però con un gusto sbilenco e felicemente onirico e delirante.

In equilibrio indeciso tra una favola mistica per sonnambuli persi in un bosco fitto di simboli e apparizioni e l’allucinazione ludica di un intelletto vivacemente caotico e felliniano, “Intuit” è un disco da godere ed assaporare con profonda attenzione nella sua interezza, in tutti gli episodi che lo compongono. La voce morbida e blanda di Brent Knof soffia così una polvere sottilmente magica dalle pagine croccanti di “Melectric”, “I Say Fever” (entrambe davvero impressionanti), “Salt sack”, “Russia” o “The Darkest Day”, intrecciando squarci orchestrali da togliere il fiato, contrappunti acustici e armonizzazioni vocali briose e divaganti, che sembrano a tratti dipingere una innodia sinfonica all’onnipotenza plasmatrice dell’immaginazione musicale.

Da qualsiasi prospettiva la si consideri, quest’opera risulta davvero una sorpresa tanto più gradita in quanto quasi del tutto inaspettata. Tra le sue pieghe non si fatica a intravedere l’ingegno sempre più maturo di un autore di sicuro valore, da seguire (anche e soprattutto nel prossimo futuro) con tutta la scrupolosa attenzione del caso.


(31/10/2009)

  • Tracklist
1. Melectric
2. I say fever
3. Clover
4. Russia
5. Going once, going twice
6. Salt sack
7. Boy Ant
8. Always right
9. The darkest day
10. Bellyfulla
11. Diamond shovel
Ramona Falls on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.