Dopo il debutto “Providence” (contenente il fortunato singolo “London In The Rain”), torna il francese Thierry Bellia con il suo progetto Variety Lab. Già dal titolo prescelto per il nuovo lavoro si può facilmente intuire come l’album sia costruito attorno a una nutrita teoria di collaborazioni. Si va da Donovan per arrivare fino alla contemporaneità di Yael Naim, passando per David Bartholomè e Lisa Kekaula dei Bellrays, solo per fermarsi ai nomi più conosciuti. Il filo conduttore è costituito dal desiderio di compilare una sorta di piccolo dizionario in formato pocket della pop music, spaziante dal lounge alla bossa, sfiorando Electric Light Orchestra, aperture eurodisco, soul venato di jazz, genuino french touch, e vaporose atmosfere cinematografiche in odore di nouvelle vaugue ma anche di Serge Gainsbourg.
Il disco è godibilissimo, estremamente fresco e divertente, animato da uno spirito balneare e rivierasco da estate in Costa Azzurra a bordo di una decapottabile fiammante poco prima che il sole tramonti. Ogni episodio somiglia così a una piccola cartolina con la sua caratterizzazione cromatica e il suo piccolo paesaggio sonoro ritagliato all’interno di una vacanza tra stili musicali differenti. Se “Is This The Last Time?” è un delizioso motivetto pop tra Billy Joel ed Elton John, nella sostenuta “We Should Be Dancing” riaffiora prepotente l’indole dance, in bilico tra Justice, Cassius e Daft Punk, che fa bene il paio con il soul-funk alla Aretha Franklin/Tina Turner di “Let’s Boogie”, presto controbilanciato dallo swing crepuscolare di “Love Is A Bird”.
Un groviglio di generi e stili diversi per perseguire un fine in ultima analisi abbastanza unitario: trasmettere buone vibrazioni movimentando il più possibile la serata. Una sorta di piccolo dj-set tascabile, capace di alternare momenti di più rilassata tenerezza (la coppia “Soda Pop Confusion”/ “This Parade”) ad accensioni ritmiche cui è un sicuro piacere cedere il passo. Tanto gradevole quanto dimenticabile, forse, ma in un’ottica pop l’operazione è riuscita e va dunque goduta per quello che è, nell’attimo stesso in cui si dà, senza troppe complicazioni.
05/05/2009