Alondra Bentley

The Garden Room

2012 (Gran Derby) | songwriter, folk

Pare proprio di potersela immaginare, Alondra Bentley, nei panni di una fascinosa chanteuse anni 60, con la chitarra tra le mani e lo sguardo malinconico da diva d'altri tempi, a interpretare le proprie canzoni in qualche fumoso locale di Soho nel periodo d'oro del folk revival, magari accanto a Shirley Collins oppure ad una Vashti Bunyan ai suoi primi passi.
E questo probabilmente è il migliore plauso che si possa rivolgere alla cantautrice anglo-spagnola, arrivata all'atteso secondo album a tre anni da quell'”Ashfield Avenue” che aveva presentato un notevole spaccato della sua spigliata flessibilità autoriale.

I tre anni intercorsi tra il debutto e “The Garden Room” non sono passati tuttavia così velocemente per la cantautrice di Murcia. A causa di un periodo non precisamente roseo nella sua vita personale, i dieci brani che vanno a plasmare questo secondo lavoro si contraddistinguono tutti per lo sguardo nostalgico e pensieroso nei confronti dell'esistenza, talmente assorto che qui si stenta a ritrovare la candida vitalità di una “Sugarman”.
E difatti, al brio sbarazzino, nonché al gusto per la melodia vispa e pimpante, si sostituisce un piglio votato alla riflessione e al ricordo (sostanzialmente degli affetti familiari, tema ricorrente in gran parte dell'album), che di pop preserva soltanto sentori sparsi, perlopiù smistati nei due spiragli orientati al country “Don't Worry Daddy” e “My Sister And Me”. La minore immediatezza che ne deriva (ed è probabile che ciò causerà lo scontento di tanti fra i sostenitori del debutto) sceglie quindi una veste sonora più adatta ai propri fini, scovandola da ultimo in un classicismo folk aureo ma mai manierista, che attenua le cadenze e vernicia le canzoni di sfumate tinte pastello, adatte a un'interprete che nel frattempo si è fatta più volatile e sfuggente che mai.

Folk si diceva, ma non ci si aspetti, visti i nomi fatti innanzi, che la Bentley ambisca a diventare una tra le tante cantastorie d'Albione: ad accomunarla semmai a simili personalità è la qualità flautata della voce, piuttosto che il tocco dei suoi brani, volto decisamente a riferimenti oltreoceano. Come nel caso delle enfants-prodige First Aid Kit, l'aggraziato picking della spagnola, conteso tra gli accoglienti arpeggi dell'acustica e i più rapidi contributi di elettrica, osserva con occhiate avide la lunga cronistoria del cantautorato americano, senza che traspaia il benché minimo senso di annoiata emulazione.
Risiede anzi nella pregevole predisposizione compositiva, ancor più che nella controparte prettamente testuale, la limpidezza del songwriting della Nostra. Sciolta nel muovere le fila di istantanee dal retrogusto jazzy (“One Friday Morning”, con comparsate di fiati vicine allo spirito della Mitchell di “Hadestown”; la stessa title track, equipaggiata di un'affascinante coda pianistica), mai troppo letterale nel tracciare ballate dall'impronta felpata (“Autumn Rhyme”, il sopraffino brusio di “Dates To Remember”), Alondra si dimostra anche in questo registro più rigoroso capace di coniugare sicurezza nella scrittura e premura negli arrangiamenti, di grande classe e finezza.

Aldilà di qualche ingenuità lirica di troppo, come nello strambo testo a filastrocca di “Motherhood”, a cui si può tuttavia tranquillamente soprassedere, la stanza del giardino della cantautrice, luogo figurato o reale che sia, ribadisce quanto di buono era già emerso un triennio orsono, dissipando così ogni possibile diceria su un ennesimo eventuale fuoco fatuo. Ancora una volta, la potenza della memoria diventa il carburante di un piccolo-grande cofanetto di esperienze.

(31/10/2012)

  • Tracklist
  1. One Friday Morning
  2. Don't Worry Daddy
  3. Motherhood
  4. The Garden Room
  5. Spring Rhyme
  6. Fortress
  7. My Sister And Me
  8. Dates To Remember
  9. The Hungry Caterpillar
  10. Autumn Rhyme
Alondra Bentley su OndaRock
Recensioni

ALONDRA BENTLEY

Ashfield Avenue

(2009 - Absolute Beginners)

Elegante e spontaneo, il sorprendente debutto di una nuova cantautrice spagnola

Alondra Bentley on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.