Bestiame

Transumanza Express

2012 (Doremillaro) | something-core

I Bestiame probabilmente sono degli scoppiati, degli anarchici dissociati all'interno di un panorama musicale straordinariamente bellino, pulitino e plausibile. Indossano serenamente t-shirt quasi introvabili di Jello Biafra e, allo stesso tempo, si sentono perfettamente a loro agio parlando dei particolari più trash e controversi della scena hip-hop italiana.
Nel mentre, sono titolari di un disco tanto disperato (e parecchio urlato) quanto immediato, come questo "Transumanza Express". Già, perché i Bestiame saranno pure degli psicopatici e dei sociopatici, ma al momento giusto riescono ad avere quella comunicatività tipica del "when you got nothing you got nothing to lose" che gente come Baustelle e Ligabue può soltanto rimembrare.

Espressione, questa, di una scelata stilistica che spos(t)a quanto già detto dagli Altro in una direzione maggiormente free (si notino l'uso dei fiati e i clangori nelle percussioni). Oppure, per tutti gli amici delle iperboli e dei raffronti (im)possibili, quanto finora esternato da Jacopo Lietti dei Fine Before You Came nella variante Verme, ma depurato dalle emo-tività e torturato con omaggi synth-oriented-express, deducibili financo dal titolo.
Introdotto da un coretto che non guasterebbe in una canzone di Giovanni Caviezel, indubbia influenza dei Bestiame, "Transumanza Express" è una mitragliata continua in apnea di turbe psichiche e frasi scomode. Tortura e sfregia in continuazione il famigerato buon senso che accompagna da sempre le nostre vite. Dall'avere oggettivamente dei problemi al disastro di Chernobyl, passando per qualsivoglia tipo di dipendenza o dall'odio comunemente provato da chiunque ogni giorno, tutte le delizie della psicopatologia quotidiana di ieri e di oggi sono serviti su un piatto d'argento.

Seriamente parlando, possibili parallelismi ideologici sui Bestiame potrebbero essere fatti con Maltominimarco, Camillas, Bologna Violenta, Gioacchino Turù e il Re Tarantola, tuttavia i Bestiame (neanche a dirlo) restano un capitolo a se stante, come tutti gli altri del resto. Una mattanza unica e personale che chiunque sia addentro la contro-cultura e l'outsider-ismo non può che comprendere, capendo anche l'inutilità del fare raffronti: è il comune declino della musica contemporanea di un Paese, l'Italia, dove - citando De André - dai diamanti non nasce niente e dal letame nascono i fiori.

Eppure, già ce li immaginiamo tutti (o quasi tutti, sicuramente molti) a dire che i catanesi Bestiame rassomigliano solo e soltanto agli Skiantos di Freak Antoni, per via di quella traccia ("Mi Piacciono i Bambini") che tanto li ricorda. Come se poi un parallelismo negli anni Zero con la storica formazione weird-punk bolognese dovesse essere motivo di cruccio e non di vanto - specie in una scena composta ormai per i tre quarti da intellettualini privi d'argomenti che sorseggiano Pernod come fosse il famigerato assenzio, che fa tanto Baudelaire.

(15/01/2013)

  • Tracklist
  1. C'ho I Problemi
  2. Nostra Signora Del Letame
  3. Piccoli Muccioli
  4. Interludio #1
  5. Campo Di Sterminio
  6. Chernobyl
  7. La Mia Ragazza
  8. La Peste
  9. Mi Piacciono I Bambini
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