Der Noir

A Dead Summer

2012 (RBL Music Italia) | darkwave, minimal

Nati da esperienze musicali del tutto differenti, i Der Noir rappresentano un punto di fusione della scena underground di Roma.
Con Manuele Frau, chitarrista dei crust-grinder Dirty Power Game e dei Black Land, Luciano Lamanna, già conosciuto nella scena rave-techno, e Manuel Mazzenga, il gruppo capitolino dà mostra di come si possa parlare di dark-wave in senso non semplicemente revivalistico e derivativo.

Basta dare un ascolto a "Another Day", primo singolo della band (video prodotto da Simone Pellegrini, già con Piotta e Verdena) per capire che non ci troviamo di fronte al semplice recupero stilistico (leggasi copia carbone) dei Bauhaus o dei Cure.
Su una base meccanica e sintetica si pongono le basi oniriche di vocals di tenue opacità, di monocromatica malinconia; certe strutture classicamente minimal wave s'intermezzano ad attitudini vicine all'ultima Mushy (presente nei cori) ai Tropic Of Cancer, dando vita a una nuova forma di ricordo grigio.
Le dense ritmiche oscure post-punk dell'opener "Private Ceremony" si mostrano energiche e soffuse in una struttura ipnotica e tagliente, ideale rituale d'ingresso al buio dispersivo e abbandonato della seguente "Done", in cui piccole ritmiche minimali sorreggono il corale alzarsi del cantanto a due per poi spegnersi liturgicamente. 

Amore e passione per gli elementi fondanti della coldwave e del post-punk più angolare e metallico si mostrano anche in "Lontano dalle Rive", ma vengono metabolizzati in nuova forma, dando origine al trittico centrale di "Stranger's Eye"-"Oblivion"-"Another Day", un pulsante stagno surreale di specchi morbidi, in cui una strana elettricità pervade le drum machine.
Il secondo brano in italiano, "Cosa vedo", raggiunge quasi il punto più lirico del disco, una breve sintesi poetica su uno specchio ricoperto di feedback chitarristici aperti alla notte.
Infine, l'orizzonte si chiuderà con la title track, brano strumentale dalle sfumature quasi ambient nel suo incedere circolare, e dal crescere irregolare, molto cerebrale: una rappresentazione lunare della coscienza.

In conclusione, "A Dead Summer" riesce ad aprire uno spiraglio di modernità nel rinnovare un'identità passata con idee e passione sincere e creative, senza cadere in passatismi ormai sterili, ma ponendo  le basi per un progetto dotato di una propria identità.

(17/02/2012)

  • Tracklist
  1. Private Ceremony
  2. Done
  3. Lontano dalle rive
  4. Stranger's Eye
  5. Oblivion
  6. Another Day
  7. Cosa vedo
  8. Dead Summer
  9. Clouds Of '86
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