Father Murphy

Anyway Your Children Will Deny It

2012 (Aagoo) | avant-blues

La dimensione internazionale e di culto che i Father Murphy si stanno conquistando a suon di concerti e recensioni positive viene suggellata da questo "Anyway Your Children Will Deny It", per inciso un disco di un'intensità fuori dal normale, in ciò addirittura superiore al già scorticante e allucinato "And He Told Us To Turn To The Sun". Senza mezzi termini, ascoltarlo è un'esperienza spaventosa, come stare distesi in una fossa, legati, e vedere un becchino ghignante buttarti addosso, lentamente, palate e palate di terra e pece. Non puoi fare niente, solo dimenarti e gridare, poi cedere alla rassegnazione e sperare che il supplizio termini al più presto possibile.

Ogni minimo particolare del suono è calibrato con una perizia ambulatoriale: le percussioni non sono percussioni, piuttosto colpi sordi e metallici sferrati con l'ignoranza e la foga di chi vuole ammazzare. Il canto è un lamento gravido di umori malsani, le atmosfere sono da autentica tregenda e, se tutto ciò non bastasse a far tremare le gambe, la produzione è talmente nitida che i suoni ti rimbalzano direttamente nello stomaco.

Rispetto alle uscite precedenti, qui i fantasmi avant-blues si presentano in una forma ancor più pallida, mentre va prendendo corpo una sorta di musica da processione funerea, instabile e marcia, un po' come se i Black Heart Procession giocassero a fare gli Swans: ne sono un esempio le splendide "Their Consciousness" e "In The Flood With The Flood", dove si ha davvero l'impressione di seguire una carovana di bare trascinate da ronzini malaticci in un deserto post-apocalittico. Una visione dell'apocalisse che pur nel suo nichilismo post-moderno non nega un senso di tragicità classica, come nell'ancora sorprendente "In Praise Of Our Doubts", mentre "It Is Funny, It Is Restful Both Came Quickly" sono i This Heat  tinti di atmosfere weird-black-metal.

Chiude a colpi di pala e piccone sul cranio "Don't Let Yourself Be Hurt This Time". E se da un lato vorresti che questa musica non smettesse mai tant'è paradisiaca nella sua avvolgente morbosità, una volta entrati dentro il malessere che sa evocare è così forte e così sconvolgente che non vedi l'ora finisca. I Father Murphy sono giunti alle porte della grandezza.

(15/02/2012)

  • Tracklist
  1. How We Ended Up With Feelings Of Guilt
  2. His Face Showed No Disortions
  3. It Is Funny, It Is Restful Both Came Quickly
  4. Diggin' The Bottom Of The Hollow
  5. In Praise Of Our Doubts
  6. Their Consciousness
  7. In The Flood With The Flood
  8. Don't Let Yourself Be Hurt This Time
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