Nada Surf

The Stars Are Indifferent To Astronomy

2012 (Barsuk) | pop-rock, power-pop

Tra scene intere che nascono e si sgretolano nel giro di mesi, se non di settimane, musicisti ventenni che hanno già in curriculum dischi shoegaze, svolte sintetiche e concept-album di ambient-folk, è bello sapere che esiste ancora una band come i Nada Surf. Dopo un periodo interlocutorio - che ha compreso un disco non proprio felicissimo, "Lucky" (2008), e l'album di cover "If I Had A Hi-Fi" (2010) - piuttosto lungo, il gruppo di Matthew Caws torna con infallibile periodicità con un album preannunciato, con poca scaramanzia, come un tentativo di rinfrescare l'energia un po' affievolita della band.
Per questo il disco è stato registrato interamente traslocando la strumentazione nella sala prove dei tre newyorkesi, con Chris Shaw (Elvis Perkins, Bob Dylan, Super Furry Animals, Wilco) a sovrintendere il tutto.

"The Stars Are Indifferent To Astronomy" è in tutto e per tutto un album alla Nada Surf, che perpetuano instancabilmente la loro epopea chitarristica, fatta del risuonare di accordi e della naturale indole ingenua e sensibile di Caws, commosso dalle movenze di un breakdancer in metropolitana in "Teenage Dreams", perennemente irresoluto come in "Waiting For Something". Ma ormai il suo timbro adolescenziale sta alla musica indipendente americana come il faccione di Zach Braff sta alle serie Tv, e questo si rivela, in questa uscita soprattutto, un segreto ben custodito, da riaccendere ogni volta, piuttosto che una posizione di rendita da custodire.
Così, se pure l'ispirazione e quindi il tiro non sono più tali da coniare anthem generazionali come "Always Love", o "Imaginary Friends", "The Stars Are Indifferent To Astronomy" non  cede mai di un passo, anzi mostra la coda con un tessuto chitarristico smagliante, anche se quasi sempre privo dei grandi riff, o delle belle interazioni di acustica ed elettrica che da sempre sono il succo delle canzoni dei Nada Surf.

Per una "Jules Et Jim" che riporta i Nostri in orbita Teenage Fanclub, spesso il disco sporge verso il power-pop venato di emo dei Death Cab For Cutie più scarichi ("No Snow On The Mountain"), anche se la classe sa emergere, per quanto solo a sprazzi, per esempio nelle giravolte quasi math di "The Moon Is Calling", o nella grandeur della coda di "When I Was Young". Soprattutto va segnalato il dolce, malinconico straniamento di "Let The Fight Do The Fighting", in cui si notano finalmente delle interessanti idee di arrangiamento.
Si tratta insomma di un disco che non stupirà nessuno, e nella sua "prevedibilità", nel carattere organico della sua musica ha forse il maggior pregio. Il timore però è che la solarità che ha propulso il songwriting di Caws in questa occasione non sia stata un carburante sufficiente a escogitare un disco che sia qualcosa di più di quanto ci si "aspetti" dai Nada Surf.



When I Was Young

(17/01/2012)



  • Tracklist
  1. Clear Eye Clouded Mind
  2. Waiting For Something
  3. When I Was Young
  4. Jules And Jim
  5. The Moon Is Calling
  6. Teenage Dreams
  7. Looking Through
  8. Let The Fight Do The Fighting
  9. No Snow On The Mountain
  10. The Future
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