A Little Orchestra

Clocks

2013 (Self-released) | chamber-folk-pop

Ci sono cose che solo un inguaribile esterofilo può apprezzare, e l'Inghilterra, nel suo essere così spesso "ordinaria" e sempre uguale a se stessa, rappresenta uno di questi luoghi dal fascino indefinibile. Qualcosa di tutto questo alberga anche in questo esordio di "una piccola orchestra", dieci londinesi messi insieme da niente meno che Monster Bobby, conosciuto ai più come l'ideatore e il chitarrista delle Pipettes.
Abile auscultatore dei sommovimenti dell'underground musicale, Bobby ha messo insieme una band dal sound classicamente britannico, senza cedere al patinato populismo delle Unthanks, ma anzi schierandosi dalla parte di un "pensiero debole" che vede appunto comparse anche gente come Darren Hayman e Gordon McIntyre dei Ballboy, nella parata di ospiti che prestano la propria voce al progetto.

Il risultato è un disco che trasuda familiarità - un po' come scendere dall'aereo e farsi un giro da Tesco, o passare la mano su una vecchia tappezzeria a fiori. Al posto di chitarre acustiche sferraglianti si trovano archi e fiati, un flauto e un clarinetto, in ariosi arrangiamenti che passano dal bucolico (la medievaleggiante intro di "Clocks, Part 3") al drammatico ("Wild Beasts"), fino ad arrivare agli Hey Marseilles perdutamente innamorati di "Train Tracks For Wheezy" (brano per fisarmonica, glockenspiel e batteria).
Verso il finale si perde un po' di freschezza, con la pur commovente prova da musical di Emma Winston, ma soprattutto nel finale pianistico strappalacrime di "Pightle 21", un po' troppo nazionalpopolare.

Cruccio e virtù del disco rimane, insomma, questa ordinarietà, frutto di una precisa scelta stilistica, perché anche dal punto di vista musicale e compositivo si tratta di un disco fin troppo educato e remissivo, se si esclude la più "freak" "Wild Beasts", con le sue incalzanti peripezie armoniche, e "Treacle (You Should Probably Go To Sleep)", vera gemma alla Gerard Love di indie-pop orchestrale.
Perfetto per lasciarsi andare alle sue voluminose variazioni d'amore - basta lasciarsi trasportare.

(26/06/2013)



  • Tracklist
  1. Clocks, Part 3
  2. Josefina (with Model Village)
  3. The Permanent Way (with Darren Hayman)
  4. Clocks, Part 2
  5. East Coast (with Gordon McIntyre of Ballboy)
  6. Wild Beasts (with Apple Eyes)
  7. Treacle, You Should Probably Go To Sleep (with Simon Love)
  8. Train Tracks For Wheezy (with Haiku Salut)
  9. Footprints in Snow (with Emma Winston of Owl and Mouse)
  10. Clocks, Part 5
  11. Pightle 21 (with Lisa Bouvier)
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