Cave

Threace

2013 (Drag City) | psycho-funk, motorik

Più calcolato rispetto alla media delle loro produzioni, “Threace” è il disco che potrebbe consentire ai Cave di guadagnarsi un numero di aficionados ben più nutrito di quanto conquistato fino a questo momento.

Senza abbandonare l’impronta kraut-motorik delle precedenti uscite, la formazione americana allarga a questo punto della sua carriera la tavolozza delle influenze, ripescando, sempre dai prodigiosi anni Settanta, sonorità funk e classic-rock. Del resto, basterebbe la sola “Sweaty Fingers” a suggerirci l’idea che qualcosa si muove, in grazia di un groove funk che si snoda sornione ed elastico tra reminiscenze JB’S, fino a coagulare in un pulsante ostinato che mostra come, sostanzialmente, la Germania più vitale di quegli anni continui a illuminare, in un modo o nell’altro, il loro cammino (“Slow Bern”, in coda, non sembra anche a voi un’outtake di “Neu! ‘75”?). Del resto, di lì a poco, gli scarsi nove minuti di “Silver Headband” riproporranno, in pratica, l’ennesima variante motorik, appena scossa da fibrillazioni hardeliche che ricordano da vicino l’esperienza del side-project Warhammer 48K. Ancora funk, ma con fluorescenze magnetiche e maggior accentuazione tribal-percusssiva, in “Arrow’s Myth” (segnata anche da ragnatele di elettricità e vigore fiatistico in perfetto stile blaxploitation) e in “Shikaawa”, che si cura maggiormente dell’aspetto melodico.

Un disco più che apprezzabile, che apre, probabilmente, un nuovo corso per Cooper Crain, Dan Browning e Rex McMurry, qui coadiuvati dal chitarrista Jeremy Freeze (chiamato a far parte della famiglia dopo la dipartita del tastierista Rotten Milk) e dalla coppia di amici Rob Frye (flauto, sax) e Josh Johannpeter (percussioni).

(10/11/2013)

  • Tracklist
  1. Sweaty Fingers
  2. Silver Headband
  3. Arrow's Myth
  4. Shikaakwa
  5. Slow Bern
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