Neu!

Neu!

Il motore del kraut-rock

di Claudio Fabretti

Con le loro scansioni motoristiche e i loro geniali remixaggi, i tedeschi Neu! sono riusciti a gettare le basi per i successivi trent'anni di sperimentazioni su rock ed elettronica. Ecco la storia e la musica di una delle band più importanti del kraut-rock

I Neu! sono un duo di Düsseldorf formato da due originari membri dei Kraftwerk - il multistrumentista Michael Rother e il batterista Klaus Dinger - che in pochi anni di attività è riuscito a intraprendere ardite sperimentazioni elettroniche, all'incrocio tra progressive, art rock e proto-punk. Proprio insieme ai Kraftwerk, oltre che a Can, Amon Duul e Faust, i Neu! costituiranno il nucleo di quel rinascimento musicale tedesco dei '70 ribattezzato kraut-rock e destinato a influenzare profondamente le successive generazioni new wave, synth-pop e post-rock. Un movimento che parte dall'eredità dei primi Pink Floyd e dei Velvet Underground per approfondire una nuova concezione della musica rock, fortemente legata alla lezione di maestri d'avanguardia come Karlheinz Stockhausen e Joseph Beuys. Politicamente e socialmente impegnata, la generazione kraut-rock è immersa nell'utopia hippie e comunitaria post-'68, ma risente anche delle tensioni di una Germania spaccata in due dalla Guerra Fredda.

Il primo album omonimo Neu! (1972) prodotto con l'aiuto di Conny Plank, altro musicista dei Kraftwerk, è un ammasso caotico e deflagrante di musica low-fi, melodie minimaliste e ritmi ossessivi, realizzato in sole quattro notti e frutto in larga parte di improvvisazione free-form. L'andamento ciclico della batteria si sposa con percussioni ipnotiche nei dieci minuti di "Hallogallo", un rumore centrifugo tormenta brani come "Sonderangebot" e "Im Gluck", mentre "Weissense" intreccia melodici accordi di chitarra e "Lieber Honig" sprofonda in sperimentazioni vocali alla John Cage. "Era caos puro," ricorda Rother. "Il mio drumming era 'road music' - spiega Dinger -. Era come essere guidati lungo una grande strada e lasciarsi andare alle emozioni".

Rother e Dinger tornano in studio nel 1973 per Neu! 2, ma le difficoltà finanziarie del progetto costringono i due a completare solo un paio di brani, "Super" e "Neueschnee", che vengono pertanto remixati a varie velocità per raggiungere la durata piena dell'album. "Una soluzione da pop art per un problema pop" definisce l'idea Dinger: "Ero molto addentro all'arte contemporanea e alla pop art di Andy Warhol, per questo ho sempre privilegiato l'aspetto visivo nella mia opera". Il risultato raggiunto è spiazzante e rivoluzionario, e pone le basi per i successivi vent'anni di rielaborazione dell'elettronica applicata al rock.

Subito dopo la registrazione del disco, il gruppo si scioglie per permettere a Rother di suonare con gli Harmonia, gruppo proto-ambient costituito assieme a Dieter Moebius e Joachim Roedelius dei Cluster. Il tandem si riforma solo due anni dopo per incidere Neu! 75, in bilico tra ambient-music alla Brian Eno e brani proto-punk figli dei Roxy Music, come "After Eight" e "Hero", prima di dividersi nuovamente, con Rother che intraprende una carriera solista e Dinger che forma i Dusseldorf insieme al batterista Hans Lampe.

"I problemi di coabitazione tra me e Klaus non si possono scindere dalla nostra musica. Abbiamo personalità completamente differenti. Il vero mistero è come abbiamo potuto fare tre album insieme. Ma forse sono stati proprio i nostri scontri e le contraddizioni della nostra musica a rendere i Neu! così speciali". Alla metà degli anni Ottanta i due tenteranno un'ultima esperienza insieme, ma le sessioni d'incisione di Neu! 4 saranno trasformate in album solo nel 1996.

Costante conflitto tra rumore e silenzio, caos e quiete, unità e frammentazione, l'opera dei Neu! lascerà un segno profondo su una variegata compagine di musicisti, da David Bowie ai Sonic Youth, dai Pere Ubu a Julian Cope, dai Mouse on Mars agli Stereolab. Questi ultimi nel 1993 pubblicheranno anche "Jenny Ondionline", una versione rivista di "Hallogallo", dal primo album del duo di Düsseldorf. I Neu! hanno mostrato insomma una impressionante capacità di influenzare le generazioni successive. Ma Rother si schermisce: "Quando realizzavamo i nostri dischi non pensavamo mai al futuro. Ho sempre vissuto con la mente rivolta solo al presente. Credo che non sia utile spendere troppo tempo a porsi il problema di come saremo trattati nei libri di storia". Ma, di certo, un posto in quei libri i Neu! l'hanno conquistato con la qualità rivoluzionaria della loro musica e l'interesse nei loro confronti si fa ogni anno più forte, come dimostra la recente ri-pubblicazione per il mercato Usa dei loro primi tre album.

Neu!

Il motore del kraut-rock

di Claudio Fabretti

Con le loro scansioni motoristiche e i loro geniali remixaggi, i tedeschi Neu! sono riusciti a gettare le basi per i successivi trent'anni di sperimentazioni su rock ed elettronica. Ecco la storia e la musica di una delle band più importanti del kraut-rock
Neu!
Discografia
Neu! (Astralwerks, 1972)

8,5

Neu! 2 (Astralwerks, 1973)

9

Neu! 75 (Astralwerks, 1975)

7

 72 Live! (Captain Trip, 1996) 
 Neu! 4 (Captain Trip, 1996)

6,5

pietra miliare di OndaRock
disco consigliato da OndaRock

Neu! su OndaRock
Recensioni

NEU!

Neu! '86

(2010 - Grönland)
La versione ufficiale del quarto disco del grandissimo duo tedesco

NEU!

Neu!

(1972 - Astralwerks)
Uno dei capisaldi storici del kraut-rock e un tassello fondamentale del rock dei nostri tempi

Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.