Conquering Animal Sound

On Floating Bodies

2013 (Chemikal Underground) | art pop, electronic

Con il loro primo album "Kammerspiel" i Conquering Animal Sound celebravano, a partire dal titolo, l'ormai matura poetica della bedroom music. Un piccolo paradiso folktronico e immaginifico, sospeso tra lievi cadenze glitch e percussioni in miniatura, in cui la fievole voce bjorkiana di Anneke Kampman si (ci) immergeva in una sorta di "minimalismo emotivo" con la timidezza tipica degli esordienti.

A due anni di distanza ci ritroviamo tra le mani un disco inequivocabilmente più adulto e tridimensionale, che parte a spron battuto guadagnando in audacia e in preminenza vocale. A un passo dal tono dark delle Austra e sempre più in sintonia – al netto di stramberie e tempi dispari – coi Dirty Projectors, “On Floating Bodies” non indulge più in suonini memori dell'infanzia, guidandoci piuttosto in nuovi fondali distorti da videogioco platform futuristico.
Pur angolato dai soliti frammenti glitch e inattesi accenni dubstep, anche il duo di Glasgow ha ceduto al dominio di tastiere e synth, che nell'attuale immaginario musicale pare siano considerati il passaggio obbligato per la “maggiore età”, la prova del fuoco per decretare il successo presso un più vasto pubblico indie.

Così gran parte dei dettagli finiscono per derivare dalla stessa sorgente sintetica, se non altro schivando ogni velleità vintage: il valore di tracce come “No Dream” e “Mimese” sta proprio nel valicare lo strato base della melodia e proiettarsi nello spazio acustico con persistenti echi e overdub, creando un effetto di spessore sempre mutevole e intrigante.
L'artwork sconnesso riesce in parte a immortalare questa sensazione di addensamento e dispersione alternati, i quali per fortuna si traducono sempre in un ritmo incalzante che, contrariamente all'esordio, incita a una danza dai gesti creativi.

Perciò, oltre che con una parziale omologazione stilistica, abbiamo a che fare con un album che suona davvero molto attuale nell'utilizzo delle proprie risorse, ma dove purtroppo mancano pezzi memorabili che lo differenzino da un pur mirabile esercizio di stile. Ma trattandosi di un genere che ora come ora di certo non riserva spesso grosse sorprese, a molti il difetto di “On Floating Bodies” sembrerà un'inezia.

(16/04/2013)

  • Tracklist
  1. Ultimate Heat Death of the Universe
  2. The Future Does Not Require
  3. Warn Me
  4. No Dream
  5. I'll Be Your Mirror
  6. Gloss
  7. A Noise Remains
  8. Ipse
  9. Mimese
  10. Treehouse
  11. Inner/Outer/Other
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