Hollis Brown

Ride On The Train

2013 (Alive Natural Sound) | classic blues-rock

Oh… Finalmente un po’ di roba biologica, che sa di cose naturali! Ah, se la musica si fosse fermata nel 1978! Quante volte si è sentito ripetere questi refràin ammuffiti, sperando che fosse l’ultima volta? “L’ultimo disco di Springsteen spazza via qualsiasi cosa uscita negli ultimi dieci anni”... Poi arrivano gli Hollis Brown, che sono una di quelle poche band che può metter d’accordo i cultori della musica “vera” e chi se ne frega di come e quando questa viene fatta.
Quattro ragazzotti di New York (manco a dirlo, il frontman si chiama Mike Montali) che sono partiti da un nome preso da un pezzo di Bob Dylan e da tante cover dei Creedence Clearwater Revival (si veda qui l’incendiaria “Walk On Water”) e sono arrivati a questo “Ride On The Train”, perfetto sia nell’esecuzione, nella riproduzione, che nella riproposizione.

Saliamoci, allora, su questo treno. Di notte, si suona il blues nel microfono gracchiante (“Doghouse Blues”), e le carrozze si illuminano di luci rosa e viola, che ruotano nel buio. Il silenzio delle praterie viene spezzato dai latrati della chitarra, unico suono, prodotto da un’umanità che attraversa baldanzosa l’ignoto.
Di giorno, si bighellona alla luce abbacinante del sole, pensando al premio della destinazione (“Nightfall”), si improvvisa un numero al pianoforte sul vagone ristorante (“Nothing & The Infamous One”), o un ballo di gruppo sul tetto degli scompartimenti (“Hey Baby”).

Si tratta insomma di un lavoro che ribalta il tavolo, quello a cui sono seduti da una parte la medietà dei cultori degli anni 70, specialmente della costa Est (Deer Tick, Felice Brothers), dall’altra i nuovi urlatori del soul-blues-rock (Alabama Shakes, Pickwick). In quest’ultimo caso, vanno segnalate la dolce “Faith & Love” e il groove liberatorio di “Down On Your Luck”, con tanto di assolo alla Lynyrd Skynyrd.
In “Ride On The Train”, nonostante il vigore generale, l’estetica muscolare, non c’è mai esibizionismo, nè vie d’uscita facili, ma solo la capacità delle grandi band di evidenziare gli arrangiamenti, facendoli risaltare anche senza l’utilizzo di sovrapposizioni ed effetti speciali. Una vera “pulizia di primavera” in un genere che aveva bisogno di parecchia aria.

(15/04/2013)



  • Tracklist
  1. Ride On the Train
  2. Down On Your Luck
  3. When the Water's Warm
  4. Nothing & the Famous One
  5. Doghouse Blues
  6. Gypsy Black Cat
  7. Faith & Love
  8. If It Ain't Me
  9. Walk On Water
  10. Nightfall
  11. Hey Baby
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